10 maggio 2024

Saggio-verità
sulla prima
scrittrice italiana
vittima del gossip




Saggio-verità<br>sulla prima<br>scrittrice italiana<br>vittima del gossip

Dora Marchese

Dora Marchese, in "Adelaide Bernardini: la 'Chimera' della Letteratura" svela le vicende da feuilleton da cui nacque il sodalizio umano e artistico 
tra la donna, una delle voci più note della cultura italiana del suo tempo, e il marito, Luigi Capuana. 
Le maldicenze e il suo carattere polemico, la misero in contrasto con nomi illustri dell'intellighenzia del periodo, a cominciare da Luigi Pirandello 
e Filippo Tommaso Marinetti. 
 l libro sarà presentato mercoledì 15 maggio alle 17.00, presso la Fondazione Verga di Catania (via Sant'Agata): introduce Gabriella Alfieri; 
dialogano con l'autrice Dora Marchese, Rosaria Sardo e Fulvia Toscano.

Tra la fine dell'Ottocento e il primo ventennio del Novecento, Adelaide Bernardini che all'inizio firmava con lo pseudonimo di "Chimera", scrisse articoli 
giornalistici e critiche, poesie e romanzi, drammi teatrali e libretti d'opera, persino fiabe, divenendo così una delle voci più note della Cultura italiana.

Le opere della Bernardini, umbra di nascita ma siciliana d'adozione, con una formazione d'insegnante, erano molto lette e conosciute, anche perché 
la scrittrice faceva parte dell'entourage del marito, lo scrittore Luigi Capuana, il più importante teorico del Verismo. Ciò le consentì di essere 
in contatto con i maggiori editori dell'epoca (Treves, Sandron, Giannotta) e in rapporti personali con personalità come Luigi Pirandello, Giovanni Verga, 
Federico De Roberto, Filippo Tommaso Marinetti, Matilde Serao, Amalia Guglielminetti, Grazia Deledda.

Poi però la scrittrice fu vittima di una "ingiusta ed arbitraria damnatio memoriae" come si sottolinea nel saggio di Dora Marchese, "Adelaide Bernardini: 
la 'Chimera' della letteratura" (Euno edizioni), pubblicato nella collana "Studi" della Fondazione Verga di Catania. Il volume spiega come alla base 
di questa autentica cancellazione, vi siano state le maldicenze sulla notevole differenza d'età con Capuana, le vicende da feuilleton da cui nacque 
il loro sodalizio umano e artistico e, non ultimo, il carattere polemico della Bernardini, che la mise in contrasto con nomi illustri dell'intellighenzia 
del periodo, a cominciare da Pirandello, Marinetti e il meno noto Francesco Biondolillo, autore della Macellatio Capuanae Bernardinaque un velenoso libretto 
in cui la infangava come donna e scrittrice.

Il corposo volume di Dora Marchese, che propone in appendice l'atto unico Ammatula!, inserisce Adelaide Bernardini nella più ampia prospettiva della scrittura
femminile tra Otto e Novecento, all'interno del cruciale dibattito sui temi dell'emancipazione femminile: istruzione, matrimonio, maternità, divorzio, 
adulterio.

Attraverso un profilo biografico accuratamente documentato e una stringente analisi dei testi, Dora Marchese ricostruisce con una visione contemporanea 
la figura della Bernardini donna e intellettuale, testimone di anni cruciali della storia politica, culturale e sociale d'Italia, dal periodo postunitario 
fino al secondo conflitto mondiale, spinta da una ferrea ambizione.

E il libro cerca di individuare i motivi della cancellazione collettiva sulle sue opere, ripartendo proprio dal gossip: la nascita dell'amore tra la giovane 
maestrina protagonista di una vicenda di cronaca – era stata salvata dopo aver tentato di uccidersi con del veleno – assunta dal grande scrittore siciliano, 
che viveva a Roma, nel ruolo prima "di copista, di segretaria e di attenta correttrice delle bozze di stampa", poi di convivente e, infine, di moglie. 
Giungendo a essere, secondo il saggio, "ispiratrice, coautrice e curatrice delle sue opere", punto di riferimento insistito e imprescindibile di Capuana 
uomo e scrittore.

Da Capuana, Adelaide Bernardini era amata e stimata. E sostenuta. Fin dal 1897, anno in cui, si legge nel saggio, "Capuana inizia l'opera di raccomandazione 
della sua amata per collaborazioni varie con giornali e riviste". Che proseguirà anche dopo il trasferimento da Roma a Catania, nella cui università 
lo scrittore aveva preso a insegnare. E, come segnala Dora Marchese, in quell'ateneo la Bernardini sarebbe stata la prima donna a tenere conferenze 
ex cathedra.


 


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a cura di Cristina Olmi

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