16 giugno 2026

Vacanze estive, il conflitto in Iran cambia i piani degli italiani: 243 mila rinunciano a partire


Quasi 700 mila persone rimandano la prenotazione in attesa dell´evoluzione della crisi. Oltre 6,5 milioni modificano la destinazione scegliendo mete considerate più sicure, mentre il Nord America crolla all´1% delle preferenze



Vacanze estive, il conflitto in Iran cambia i piani degli italiani: 243 mila rinunciano a partire

L'inasprirsi della crisi in Medio Oriente comincia ad avere effetti concreti anche sulle scelte di viaggio degli italiani. Non solo cresce il numero di chi preferisce rimandare la prenotazione delle vacanze estive in attesa di capire come evolverà il conflitto in Iran, ma c'è anche chi ha deciso di rinunciare del tutto alla partenza o di modificare la destinazione scegliendo mete ritenute più sicure.

È quanto emerge da un'indagine realizzata da EMG per Facile.it, secondo cui l'incertezza geopolitica sta influenzando in modo significativo il turismo estivo.

Secondo lo studio, oltre un italiano su tre quest'anno non partirà oppure non ha ancora deciso se andare in vacanza. Tra coloro che prevedono comunque di viaggiare, circa 15,5 milioni non hanno ancora effettuato alcuna prenotazione e, di questi, quasi 700 mila stanno aspettando che la situazione internazionale si stabilizzi prima di scegliere se e dove partire.

L'impatto del conflitto emerge anche nelle rinunce. Sono infatti circa 243 mila gli italiani che dichiarano di aver cancellato le ferie estive proprio a causa della guerra in Medio Oriente. Altri 138 mila, invece, restano in attesa degli sviluppi prima di prendere una decisione definitiva sulla vacanza.

Per molti, tuttavia, la soluzione è stata cambiare itinerario. L'indagine stima che il 24% di chi partirà, pari a circa 6,5 milioni di persone, abbia modificato la meta inizialmente prevista. A spingere verso questa scelta è soprattutto la preoccupazione di viaggiare in un'area caratterizzata da tensioni internazionali: il 42% indica la paura legata al contesto di conflitto, mentre il 17% teme possibili cancellazioni dei voli dovute a problemi di approvvigionamento del carburante.

Le destinazioni maggiormente penalizzate risultano essere l'Asia, abbandonata dal 13% di chi ha cambiato programma, seguita dal Nord America (8,4%), dall'America Latina e Caraibi (8,1%) e dal Medio Oriente (6,5%)

La maggioranza degli italiani trascorrerà comunque le ferie nel Paese: il 65% resterà in Italia, mentre il 21,7% sceglierà una destinazione europea. Tra queste prevalgono la Spagna (22,4%), la Grecia (14,5%) e la Francia (10,8%). Per i viaggi intercontinentali, invece, le quote restano contenute: il 2,1% andrà in Asia, l'1,9% in America Latina e l'1,4% in Medio Oriente. Appena l'1% degli intervistati ha indicato il Nord America come meta delle vacanze, una percentuale nettamente inferiore rispetto a quella rilevata dall'Istat nel 2022, quando quasi il 3% degli italiani aveva scelto gli Stati Uniti per le proprie ferie.

PP


 


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