14 novembre 2025

La destagionalizzazione è una questione di persone
La ricetta di Federalberghi Palermo


Nuove figure professionali, formazione coordinata e micro-itinerari tutto l’anno: ecco le proposte di Rosa Di Stefano per una Sicilia 12 mesi su 12



La destagionalizzazione è una questione di persone<br>La ricetta di Federalberghi Palermo

Una Sicilia che lavora dodici mesi l’anno, non solo in estate. È l’obiettivo al centro dell’intervento della presidente di Federalberghi Palermo, Rosa Di Stefano, al convegno dedicato alla destagionalizzazione del turismo siciliano, ospitato a Sciacca.

Di Stefano propone la nascita di un “patto siciliano dell’ospitalità”, un quadro comune per una comunicazione coordinata tra territori e per la definizione di standard qualitativi condivisi, sostenuti da una promozione unitaria dell’intera isola.

“La destagionalizzazione è prima di tutto una questione di capitale umano — ha affermato — Oggi servono nuove professionalità: programmatori del turismo, esperti digitali, narratori del territorio. E ancora hospitality designer, concierge culturali, hostess territoriali: figure in grado di costruire micro-esperienze personalizzate tutto l’anno”.

Per la presidente degli albergatori palermitani, la chiave è creare un ponte stabile tra scuola, ITS, università e imprese: “Quando il sistema educativo dialoga con il mondo produttivo, la stagionalità lascia il posto a lavoro stabile e prospettive concrete”.

Federalberghi invoca anche una cabina di regia permanente con infrastrutture e trasporti: “La Sicilia non ha bisogno di essere inventata, ma tenuta insieme. Dobbiamo unire le eccellenze che già esistono, misurarne i risultati e valorizzare borghi e aree interne come laboratori di un turismo lento e sostenibile”.

I dati mostrano una domanda turistica robusta ma irregolare: nove mesi in crescita nel 2025, concentrati tra primavera ed estate; cali significativi in autunno e in inverno. “Una verità scomoda — osserva Di Stefano —: la Sicilia non è stagionale, siamo noi a gestirla come se lo fosse”.

Dall’osservazione del settore emergono tendenze nette: la crescita del turismo esperienziale; un viaggiatore internazionale sempre più autonomo e digitale; l’aumento del bleisure; il boom dei cammini e delle esperienze lente, naturalistiche e spirituali.

Da qui la proposta finale: “Cinque pilastri da mettere in filiera: ospitalità, mobilità, cultura, enogastronomia, paesaggio. Chi arriva a Palermo a gennaio deve poter organizzare tutto in un unico gesto: volo, hotel, visita guidata, teatro, cena ed escursione. Questo è il turismo che dura dodici mesi”.

PP


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