Agriturismo in Sicilia, che passione
+118% di nuove imprese, dieci volte la media italiana
La Sicilia guida il boom del turismo rurale: aziende in aumento dell’8,9% e turisti stranieri in crescita del 15,7%, mentre l’Italia cresce solo dello 0,9%
La Sicilia si conferma la regione più dinamica d’Italia per il settore agrituristico. Già dal 2019, la regione ha visto un boom costante di agriturismi. Dopo la pandemia, la voglia di vacanze in mezzo alla natura ha fatto impennare il settore, tanto che tra il 2019 e il 2023 il numero di strutture è cresciuto di oltre un quarto (+26,8%), con un picco notevole proprio tra il 2020 e il 2021.
Nel 2024 gli agriturismi nell’Isola sono aumentati dell’8,9%, a fronte di un incremento medio nazionale dello 0,9%. Il report ISTAT sulle aziende agrituristiche in Italia nel 2024 mostra anche che il vero incremento riguarda le nuove aperture, dato che nell’Isola le autorizzazioni sono passate da 55 a 120 in un anno, segnando un aumento del 118,2%, mentre a livello nazionale le nuove imprese crescono solo del 4,1%. Allo stesso modo, le cessazioni in Sicilia diminuiscono del 47,3%, contribuendo a un saldo positivo di 108 aziende, il migliore tra tutte le macroaree italiane.
Servizi, degustazioni e turismo esperienziale
La crescita del settore in Sicilia è accompagnata anche da un ampliamento dell’offerta turistica. La regione si colloca tra le prime in Italia per diverse combinazioni di servizi agrituristici.
Le aziende che uniscono alloggio e degustazione rappresentano l’11,9% del totale nazionale, mentre quelle che offrono degustazione e ristorazione raggiungono l’8,6%. Anche la formula che integra ospitalità e cucina tipica vede la Sicilia tra le regioni più presenti dopo la Toscana.
Parallelamente cresce il turismo esperienziale, con attività come escursioni, percorsi naturalistici, equitazione e trekking, che oggi coinvolgono oltre la metà delle strutture agrituristiche italiane. Anche le fattorie didattiche crescono a ritmo sostenuto: +6,8% nelle Isole nell’ultimo anno, con la Sicilia come principale protagonista.
Turisti stranieri sempre più presenti
Anche sul piano dei flussi turistici la Sicilia mostra segnali positivi, accogliendo il 5,4% degli agrituristi che visitano l’Italia e si conferma la destinazione più rilevante del Mezzogiorno per il turismo rurale.
Nelle Isole gli stranieri rappresentano il 56% degli arrivi, con una crescita del 15,7% in un solo anno. Si tratta dell’incremento più alto tra tutte le macroaree del Paese.
Il rapporto tra presenze e strutture mostra inoltre un buon livello di utilizzo della ricettività: nelle Isole si registrano in media 187 agrituristi per azienda.
L’offerta di servizi nelle aziende siciliane segue lo stesso trend positivo. L’11,9% delle strutture italiane che combinano alloggio e degustazione si trova in Sicilia, a fronte di una media nazionale molto più bassa, mentre l’8,6% delle aziende che offrono degustazione e ristorazione è nell’Isola.
Sul piano territoriale, la densità di aziende in Sicilia è di 4,1 ogni 100 km², più bassa della media nazionale di 9, ma superiore a quella di altre regioni del Mezzogiorno. Tra i poli più rappresentativi spicca Noto, in provincia di Siracusa, inserito tra i 10 comuni italiani con più di cento strutture agrituristiche, simbolo dell’attrattività del turismo rurale siciliano.
Nonostante la crescita, però, il valore economico medio per azienda resta inferiore alla media nazionale: nelle Isole è di circa 23.500 euro contro i 73.300 euro italiani. Un divario che riflette soprattutto la struttura del settore: nel Sud e nelle Isole sono presenti molte imprese di dimensioni più piccole o avviate negli ultimi anni, mentre nel Centro e nel Nord il comparto è più consolidato e produce ricavi medi più elevati.
PP
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