9 gennaio 2026

Viaggio nella Finanziaria siciliana
Prima tappa: il lavoro


Da oggi iniziamo a illustrare la legge di stabilità regionale 2026-2028 approvata alla fine dello scorso anno dall’Assemblea regionale siciliana. Iniziamo dagli incentivi a sostegno delle assunzioni



Viaggio nella Finanziaria siciliana<br>Prima tappa: il lavoro

Giulio Ambrosetti

Cominciamo oggi un ‘viaggio’ nella legge di stabilità 2026-2028 approvata alla fine dello scorso anno dall’Assemblea regionale siciliana. Iniziamo dall’articolo 1: “Incentivi a sostegno delle assunzioni a tempo indeterminato”. Si tratta di un articolo di legge importante che punta ad incentivare il lavoro a tempo indeterminato. Il provvedimento, approvato ovviamente dal Parlamento e fortemente voluto dal Governo siciliano di Renato Schifani, è rivolto alle imprese “che abbiano almeno un’unità produttiva ubicata nel territorio regionale”, riconoscendo “un contributo a fondo perduto parametrato al costo del personale”. Lo stanziamento ammonta a 450 milioni di euro nel triennio 2026-2028 (150 milioni di euro ogni anno per tre anni). Il contributo non può superare il costo del 10% del personale ed è paramentrato al de minimis (articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea). Il costo del personale “comprende esclusivamente la retribuzione annua lorda, i contributi previdenziali e i premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali a carico del datore di lavoro nonché la quota di trattamento di fine rapporto maturata”. La legge non si applica al settore agricolo, ai contratti di lavoro domestici, ai rapporti di apprendistato, agli enti pubblici economici, agli Istituti autonomi case popolari, alle società in house, alle aziende speciali, ai Consorzi di bonifica e industriali, agli enti morali e agli enti ecclesiastici.

La legge prevede un incremento del 15% per le imprese che applicano a tutto il personale: a) il welfare aziendale nonché modelli di sostenibilità ESG, sigla che sta per Environmental, Social, Governance, ovvero impegno per la tutela dell’ambiente; b) investimenti per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul luogo di lavoro; c) riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali a parità di retribuzione. L’aumento del 15% del contributo è previsto anche per le imprese che assumano donne e personale di età superiore a 50 anni, con almeno due anni di disoccupazione. Intervento importante in un momento storico in cui non è purtroppo raro il caso di cittadini cinquantenni che perdono il lavoro. 

Ovviamente le imprese che richiedono questo beneficio debbono essere in regola con gli obblighi di legge. Sono escluse dal provvedimento le imprese che “abbiano subito nei tre anni precedenti, in via definitiva, l’irrogazione di sanzioni per violazione delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro o per violazione dei contratti collettivi di lavoro”. E’ prevista la decadenza del contributo per le imprese che, nei tre anni successivi al percepimento degli stessi contributi, violino le norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e i contratti collettivi di lavoro. Anche questo è un elemento importante, se è vero che in tanti casi la sicurezza dei posti di lavoro lascia a desiderare.

Con l’articolo 2 i benefici vengono estesi alle imprese che realizzano progetti di investimento nel territorio regionale avviati a far data dall’entrata in vigore della stessa legge di stabilità regionale 2026-2028.

Fine prima puntata – Continua


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