28 aprile 2026

Una legge europea sullo stupro: il Parlamento spinge sulla definizione unica


Obiettivo armonizzare le norme e garantire diritti e assistenza alle vittime in tutta l’Unione



Una legge europea sullo stupro: il Parlamento spinge sulla definizione unica

immagine generata da AI

Una definizione europea di stupro fondata sull’assenza di consenso, valida in tutti gli Stati membri. È questa la richiesta che arriva dal Parlamento europeo, che con un’ampia maggioranza ha approvato una risoluzione per sollecitare la Commissione a colmare uno dei vuoti normativi più controversi del diritto penale europeo.

Non basta più ancorare il reato alla violenza fisica o alla costrizione. Per gli eurodeputati, il cuore della questione è il consenso, che deve essere libero, informato e sempre revocabile. In questa prospettiva, il silenzio, la mancata opposizione o una relazione pregressa non possono mai essere interpretati come un via libera.

L’obiettivo è spingere i Paesi che ancora utilizzano definizioni basate sulla forza ad adeguarsi agli standard internazionali, a partire dalla Convenzione di Istanbul, entrata nell’ordinamento dell’Unione nel 2023. Ma la risoluzione va oltre il richiamo formale: punta a costruire un quadro giuridico omogeneo che elimini le differenze tra ordinamenti nazionali, oggi ancora marcate.

Nel testo approvato si insiste sulla necessità di valutare il consenso dentro il contesto concreto in cui avviene un rapporto. Situazioni di paura, minaccia, abuso di potere o condizioni di vulnerabilità,  dall’intossicazione alla perdita di coscienza, fino alla disabilità o alla malattia, devono entrare a pieno titolo nella valutazione giuridica. Anche le reazioni traumatiche, come l’immobilità o comportamenti apparentemente compiacenti, vengono indicate come elementi da considerare nei procedimenti.

Accanto alla definizione penale, il Parlamento traccia una linea precisa sul piano dei diritti: senza una normativa basata sul consenso, sostengono gli eurodeputati, l’accesso alla giustizia resta diseguale. Da qui la richiesta di un modello centrato sulle vittime, che garantisca assistenza sanitaria immediata, supporto psicologico, tutela legale e servizi specialistici gratuiti, inclusi centri operativi h24.

Non solo leggi, ma anche un cambiamento culturale, a partire dalla formazione obbligatoria per chi lavora a contatto con le vittime (forze dell’ordine, magistrati, personale sanitario) e programmi educativi sul consenso e sulle relazioni. Sullo sfondo, la preoccupazione per la diffusione online di narrazioni distorte, dai miti sullo stupro fino ai contenuti legati alla galassia “incel”.

Ora la pressione passa alla Commissione europea, chiamata a tradurre la richiesta politica in una proposta legislativa concreta. Il nodo resta quello delle competenze penali dell’Unione, ma il segnale politico uscito dall’Aula è netto: uniformare le tutele e ridefinire il concetto di consenso non è più rinviabile.

“Il Parlamento chiede giustizia sollecitando la Commissione a presentare una proposta legislativa, per migliorare concretamente la situazione delle donne, superare norme obsolete e garantire lo stesso livello di protezione in tutta l’UE” dichiara Joanna Scheuring-Wielgus, relatrice della commissione Diritti delle donne.

 

PP


® Riproduzione riservata
Condividi:
Tags:


Brevi

Weather for the Following Location: Sicily map, Italy

Social Media