1 ottobre 2025

Sicilia, un futuro senza bambini. Entro il 2035 -21% di alunni nelle scuole


Il rapporto SVIMEZ lancia l’allarme: spopolamento e fuga dei giovani laureati svuotano l’isola. Il PNRR sugli asili nido poteva ridurre il divario, ma i tagli del Governo rischiano di vanificarne gli effetti



Sicilia, un futuro senza bambini. Entro il 2035 -21% di alunni nelle scuole

Foto di rawpixel da Pixabay

La Sicilia si trova al centro di un allarme che riguarda l’intero Paese: lo spopolamento. Secondo l’ultima analisi SVIMEZ, tra il 2014 e il 2024 l’Italia ha perso 1,4 milioni di abitanti, con il Mezzogiorno in prima linea (-918 mila). Una crisi demografica che ha effetti diretti sui servizi pubblici e, soprattutto, sul futuro delle comunità locali.

Entro il 2035, la Sicilia vedrà un calo del 21% degli alunni della scuola primaria, pari a quasi un bambino su cinque in meno rispetto a oggi. È un dato drammatico, anche se leggermente meno grave di quello della Sardegna (-35%) o di Abruzzo e Molise (oltre -23%). Ma le conseguenze rischiano di essere devastanti: meno bambini significano scuole a rischio chiusura, riduzione dei servizi e impoverimento del tessuto sociale.

Il quadro generale è aggravato dalla fuga dei giovani laureati. Oltre il 55% dei meridionali che si sposta verso il Centro-Nord ha tra i 25 e i 34 anni. In Sicilia il problema è doppio: da un lato un tasso di occupazione giovanile fermo al 63,1% (contro l’85,7% dell’UE), dall’altro salari medi lordi che non superano i 26.393 euro annui, ben al di sotto della media nazionale (31.833) ed europea (36.491).

Ma il rapporto SVIMEZ individua anche margini di riscatto. Il PNRR ha destinato al Mezzogiorno risorse ingenti, soprattutto sugli asili nido: oltre 5mila euro pro capite, più del doppio rispetto al Centro-Nord. In Sicilia questo significa la possibilità di aumentare la copertura pubblica dal 6,8% al 25%, creando nuove strutture, posti di lavoro e servizi fondamentali per le famiglie.

Anche se bisogna tenere conto che il Governo ha ridotto gli obiettivi iniziali del PNRR, tagliando oltre 1,3 miliardi di euro agli asili nido, che vedono ridursi quindi da 264 mila a 150 mila i nuovi posti previsti entro il 2026. Il risultato è quello di ridurre l’impatto di una misura che doveva essere decisiva per colmare il divario Nord-Sud e che ora rischia di lasciare la Sicilia ancora più esposta alle fragilità demografiche.

 

PP

 


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