Regione e Comuni, cambia il modello di confronto
Nasce il Consiglio delle autonomie locali
Approvato in giunta il disegno di legge voluto dal governo Schifani, ANCI Sicilia: “Passo importante, ma decisiva sarà l’approvazione all’Ars”
La Regione prova a rimettere ordine nei rapporti con i territori, dando il via libera al disegno di legge che istituisce il Consiglio delle autonomie locali. Un passaggio che, nelle intenzioni, dovrebbe cambiare il modo in cui la Regione costruisce le proprie politiche, soprattutto quelle che ricadono direttamente su Comuni, Città metropolitane e Liberi consorzi.
“Si tratta di uno strumento di rilevanza costituzionale – afferma il presidente della Regione Renato Schifani, assessore ad interim delle Autonomie locali – che rappresenta una forma importante e permanente di collaborazione con gli enti locali, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà”.
Se il disegno di legge arriva oggi in giunta è anche per la pressione costante del sistema dei Comuni. ANCI Sicilia segue da anni questa partita e accoglie il provvedimento come un primo risultato concreto.
Il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano parlano apertamente di un passaggio importante, non solo dal punto di vista normativo ma anche sul piano politico: “Il Consiglio delle Autonomie Locali potrà costituire uno strumento stabile di confronto, capace di favorire una maggiore partecipazione degli enti locali ai processi decisionali regionali, contribuendo così a rendere più efficaci e aderenti ai territori le politiche pubbliche”. Per i Comuni si tratta di ottenere finalmente uno spazio strutturato dentro i processi decisionali regionali, dopo una lunga fase in cui il confronto è stato spesso episodico e poco incisivo.
Il messaggio che arriva dall’ANCI è però chiaro: il lavoro non è finito. Anzi, la fase più delicata inizia adesso. L’appello è rivolto all’Ars, chiamata a evitare rallentamenti e a portare rapidamente a compimento l’iter della legge. Il rischio, altrimenti, è che anche questa riforma si perda nei tempi lunghi della politica regionale.
Come cambierà l’equilibrio istituzionale
Il Consiglio delle autonomie locali, se il disegno di legge sarà approvato, avrà una durata legata alla legislatura e una composizione che riflette l’intero sistema degli enti locali siciliani. Dentro ci saranno i sindaci dei nove capoluoghi, i presidenti dei Liberi consorzi, i rappresentanti delle associazioni più rilevanti e una quota di membri elettivi e designati, con attenzione anche alle realtà più periferiche.
L’elemento più significativo, però, riguarda le funzioni. Il nuovo organismo prenderà il posto della Conferenza permanente Regione-Autonomie locali, assorbendone competenze e ampliandone il raggio d’azione. Non più soltanto un luogo di confronto, ma uno strumento che nelle intenzioni dovrebbe incidere concretamente sulla costruzione delle politiche regionali.
PP
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