13 agosto 2025

Quando l´acqua non arriva e i rifiuti restano
Il prezzo di due crisi senza fine


Dispersione idrica record, rifiuti gestiti in modo emergenziale da 25 anni, infrastrutture incomplete e bollette in crescita: la fotografia impietosa della Corte dei Conti



Quando l´acqua non arriva e i rifiuti restano<br>Il prezzo di due crisi senza fine

Acqua che si perde prima di arrivare ai rubinetti, rifiuti che finiscono in discarica nonostante la raccolta differenziata, impianti costosi mai entrati a pieno regime. La Sicilia vive due emergenze parallele, l’acqua e i rifiuti, che, secondo la Corte dei Conti, non sono frutto del caso ma di un sistema inceppato da decenni.

Gia’ i titoli delle due delibere dei giorni scorsi, che facevano riferimento alla “gestione dello stato di emergenza in relazione alla situazione di grave deficit idrico e alla criticità delle infrastrutture nel territorio della regione siciliana” e a quella del “ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, sull’economia circolare e, in generale, sulle azioni a tutela dell’ambiente e di manutenzione e di valorizzazione del territorio” non lasciavano ben sperare sul risultato dell’analisi.

E infatti, la Corte dei Conti spiega che la dispersione dell’acqua in rete supera il 51%, con punte del 68% in alcune città. Più della metà della risorsa si perde lungo le tubature, mentre dei teorici 45 grandi invasi sparsi su  tutto il territorio regionale,  con un volume potenziale complessivo di circa 1.129 milioni di metri cubi, solo 18 funzionano a pieno regime, dei 38 attivi, gli altri sono senza collaudo o presentano problemi di sicurezza o interrimento, cioe’ di accumulo di materiale sul fondo.

Nel frattempo, i dissalatori che potrebbero aiutare in caso di siccità sono stati chiusi per costi insostenibili e solo in questi giorni, a ridosso di ferragosto, iniziano a lavorare quelli di Porto Empedocle e Gela.

Quanto ai rifiuti, i siciliani lo sanno bene, la situazione non e’ migliore. La gestione dei rifiuti in Sicilia è in stato di emergenza cronica da oltre 25 anni. Dal 1999, il sistema si regge quasi esclusivamente su ordinanze straordinarie e commissariamenti, una condizione che ha impedito l’instaurarsi di una gestione ordinaria stabile ed efficiente.

Il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) e i piani specifici per rifiuti speciali e bonifiche sono stati approvati in ritardo o sono ancora in fase di elaborazione. 

Sul fronte della raccolta differenziata, i dati sono altalenanti: nel 2023 la media regionale è stata del 55,2%, ben al di sotto del 65% richiesto dall’UE. Alcune province come Palermo (16,9%) e Catania (34,7%) sono indietro di anni rispetto agli obiettivi, mentre altre, come Trapani e Ragusa, hanno già superato la soglia europea

Il problema non è solo organizzativo, ribadisce la Corte dei Conti: la carenza di impianti di trattamento di prossimità fa lievitare i costi di trasporto, rendendo la raccolta differenziata un’operazione economicamente pesante per i Comuni e, di riflesso, per i cittadini.

La rete impiantistica è insufficiente e disomogenea. Gran parte dei rifiuti raccolti viene ancora conferita in discarica, e alcune zone, come la Sicilia nord-orientale, restano scoperte da strutture essenziali. Gli impianti di compostaggio e biodigestione non riescono a trattare tutta la frazione organica prodotta, costringendo a costosi trasferimenti fuori Regione.

E poi i costi, che sono altissimi: nel 2024 la TARI media per famiglia è stata di 397 euro, in crescita del 2,6% rispetto all’anno precedente. La Regione ha stanziato fondi per coprire gli extracosti del trasporto fuori Regione (45 milioni nel 2021, 50 milioni nel 2024), ma senza una pianificazione organica e una rete di impianti equilibrata sul territorio, il problema è destinato a ripetersi.

Le conseguenze per i cittadini sono tangibili: insopportabili turni di erogazione dell’acqua, che stanno anche allontanando i turisti delle attività ricettive minori,  aumenti tariffari, degrado ambientale e rischi per la salute pubblica. 

 La Corte punta il dito contro la frammentazione delle competenze e il “cumulo improprio” di ruoli del Dipartimento Acqua e Rifiuti, che agisce sia come concedente che come gestore.  Chiede trasparenza, monitoraggio e piani attuabili. Perché ogni ritardo non è solo un problema amministrativo: è un costo diretto per i cittadini e un freno allo sviluppo dell’isola.

 

PP


® Riproduzione riservata
Condividi:
Tags:


Brevi

Weather for the Following Location: Sicily map, Italy

Social Media