Ponte sullo Stretto, la ricetta del Sinalp contro la fuga dei giovani
Il sindacato mette al centro il calo demografico dell´Isola (-3,9%) e chiede a Governo e Regione garanzie sull´occupazione e un cronoprogramma vincolante per le opere complementari. Per frenare l´esodo delle professionalità verso il Nord servono cantieri trasparenti, formazione sul posto e infrastrutture connesse
Un sì chiaro e netto alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, ma a patto che l'opera non si trasformi nell'ennesima cattedrale nel deserto e che le ricadute occupazionali rimangano sul territorio. A prendere posizione sul progetto che dovrebbe unire Sicilia e Calabria è il Sinalp, che lancia una proposta precisa alle istituzioni nazionali e regionali: legare l'apertura dei cantieri a clausole sociali rigide, formazione professionale sul posto e un piano straordinario di investimenti capace di frenare la drammatica emorragia demografica che sta svuotando il Mezzogiorno.
Al centro dell'analisi del sindacato c'è il dato statistico sulla crisi demografica. Negli ultimi anni, mentre regioni come la Lombardia (+11,4%), l'Emilia-Romagna (+11,8%) e il Veneto (+7,3%) hanno visto crescere la propria popolazione, le regioni meridionali continuano a perdere abitanti: la Sicilia ha registrato un calo del 3,9%, la Campania del 2,3% e la Calabria ha toccato un picco negativo del 9%. Numeri che testimoniano una fuga costante di competenze e forza lavoro verso il settentrione o l'estero.
Per invertire questa tendenza, la sigla sindacale chiede che i futuri cantieri per l'attraversamento stabile dello Stretto diventino un volano diretto per l'economia locale, garantendo priorità alle imprese e ai lavoratori siciliani e calabresi e ponendo massima attenzione alla sicurezza, alla trasparenza negli appalti e al contrasto alle infiltrazioni criminali.
L'appello firmato da Andrea Monteleone, Segretario regionale Sinalp, e dalla collega della Direzione regionale Serena Giuliano.punta inoltre a evitare che l'opera rimanga isolata rispetto alle storiche carenze infrastrutturali dell'Isola attraverso un cronoprogramma vincolante per la realizzazione delle opere complementari: dal potenziamento della rete ferroviaria alle autostrade, fino all'ammodernamento di porti, aeroporti e snodi logistici. L'obiettivo indicato è quello di sfruttare la centralità geografica della Sicilia per trasformarla in una vera e propria piattaforma commerciale ed energetica nel cuore del Mediterraneo.
“ Sì al Ponte sullo Stretto - concludono Monteleone e Giuliano- ma come primo tassello di un grande progetto di sviluppo, lavoro e rinascita del Mezzogiorno. Basta rinvii. Basta promesse. È tempo di costruire infrastrutture, imprese, lavoro e futuro. È tempo di costruire la Sicilia che vogliamo consegnare alle prossime generazioni” .
PP
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