8 luglio 2026

Pesca, l´Europa apre il cantiere della nuova politica comune


Dal rinnovo della flotta ai fondi europei, fino al futuro della piccola pesca: a Strasburgo prende il via il confronto verso la riforma della Politica comune della pesca che interesserà migliaia di imprese e cooperative italiane. Gli eurodeputati chiedono meno burocrazia, più risorse e una flotta più moderna



Pesca, l´Europa apre il cantiere della nuova politica comune

immagine generata da AI

Domani mattina il Parlamento europeo tornerà ad occuparsi di uno dei settori più delicati dell'economia Ue. Nell'aula di Strasburgo prenderà infatti il via il confronto politico sul futuro della Politica comune della pesca, il quadro di regole che disciplina l'attività delle flotte europee e che, da oltre dieci anni, condiziona anche il lavoro delle marinerie italiane.

Non si voteranno nuove norme, ma il dibattito rappresenta il primo passaggio politico della riforma destinata a ridisegnare il comparto nei prossimi anni. La Commissione europea è chiamata a elaborare una nuova visione della pesca e dell'acquacoltura al 2040 e le indicazioni che arriveranno dall'Europarlamento avranno un peso significativo nella definizione delle future proposte legislative. Una risoluzione sarà poi votata nella sessione plenaria di settembre.

Tra le richieste che emergeranno con maggiore forza ci sarà l'aggiornamento della Politica comune della pesca, in vigore dal 2014. Molti eurodeputati ritengono ormai necessario rivedere un impianto normativo che, pur avendo contribuito al miglioramento della sostenibilità di numerosi stock ittici, viene considerato troppo rigido e poco adatto alle sfide economiche che il settore sta affrontando.

Uno dei temi più attesi riguarda la modernizzazione della flotta europea. Molte imbarcazioni hanno un'età elevata e l'attuale quadro normativo rende spesso difficile sostituire i mezzi o investire in tecnologie più efficienti e sicure. Per questo il Parlamento chiederà alla Commissione di favorire il rinnovo delle flotte, con l'obiettivo di migliorare sicurezza, sostenibilità ambientale e competitività delle imprese.

Sul tavolo ci sarà anche la questione delle risorse economiche. La prospettiva di una consistente riduzione dei finanziamenti destinati alla pesca nel prossimo quadro finanziario europeo 2028-2034 preoccupa fortemente il settore. Secondo quanto anticipato dal Parlamento europeo, gli eurodeputati chiederanno stanziamenti adeguati e soprattutto regole certe, così da garantire alle imprese la possibilità di programmare investimenti e attività con maggiore stabilità.

Accanto ai grandi temi economici, il dibattito affronterà anche due questioni considerate decisive per il futuro del comparto: la riduzione degli adempimenti burocratici e il ricambio generazionale. L'obiettivo è rendere la professione più attrattiva per i giovani, contrastando l'invecchiamento degli operatori e la crescente difficoltà nel trovare nuovi addetti.

Un'attenzione particolare sarà inoltre dedicata alla pesca artigianale, che rappresenta una componente fondamentale soprattutto nei Paesi del Mediterraneo. Il Parlamento europeo punta a rafforzarne il sostegno, riconoscendone il ruolo economico, sociale e ambientale nelle comunità costiere.

Per l'Italia e, in particolare, per la Sicilia, il confronto assume un valore strategico. L'Isola ospita alcune delle più importanti marinerie del Mediterraneo e migliaia di imprese cooperative guardano con attenzione alle future scelte europee, dalle opportunità di finanziamento alle regole sulla gestione delle risorse ittiche. Le indicazioni che emergeranno da Strasburgo rappresenteranno quindi un primo banco di prova per capire quale direzione prenderà la politica europea della pesca nel prossimo decennio.

PP


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