Pesca europea verso la transizione verde
Il Parlamento UE chiede la decarbonizzazione della flotta
L’età media delle navi è di 31,5 anni. Gli eurodeputati chiedono fondi europei, nazionali e privati per puntare su decarbonizzazione, intelligenza artificiale e nuove tecnologie per modernizzare la flotta e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050
Foto di Mark Caldicott da Pixabay
Il Parlamento europeo si prepara a varare un nuovo piano per rilanciare e modernizzare la flotta peschereccia dell’Unione, oggi caratterizzata da un’età media di 31,5 anni.
Secondo la relazione approvata dalla Commissione Pesca, il futuro del settore passa dalla decarbonizzazione e dall’innovazione tecnologica, ma servono risorse e regole più flessibili per favorire gli investimenti.
Attualmente, spiegano gli eurodeputati, la Politica Comune della Pesca e il Fondo europeo per la pesca e l’acquacoltura impongono limiti che scoraggiano sia il sostegno pubblico che quello privato.
L’obiettivo è articolato: ridurre le emissioni, migliorare l’efficienza energetica e contribuire alla neutralità climatica dell’UE entro il 2050, in linea con il Green Deal europeo. Per farlo, i parlamentari propongono una combinazione di finanziamenti europei, nazionali e privati, rimuovendo le attuali restrizioni sugli aiuti pubblici previste dalla Politica Comune della Pesca e dal Fondo europeo per la pesca e l’acquacoltura (EMFAF).
La relazione chiede una strategia integrata per l’ammodernamento e la digitalizzazione delle imbarcazioni, che migliori le condizioni di lavoro e la sicurezza a bordo, introducendo sistemi di tracciabilità, comunicazione e previsioni meteo più avanzati.
Particolare attenzione viene riservata ai piccoli operatori, che costituiscono il 76% della flotta europea: “un approccio unico non può adattarsi alla diversità delle flotte e dei contesti socioeconomici dell’UE”, si legge nel documento.
Gli eurodeputati spingono anche per l’adozione di attrezzi da pesca innovativi, sviluppati secondo il principio di precauzione, e per l’uso dell’intelligenza artificiale nel monitoraggio selettivo delle catture, con l’obiettivo di ridurre le catture accessorie e preservare la biodiversità marina.
La relazione chiede inoltre una revisione della definizione di “attività di pesca”, per misurare lo sforzo effettivo e non solo i giorni in mare. Il testo approvato sarà discusso e votato in plenaria nel mese di dicembre.
PP
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