Morti sul lavoro, il Parlamento europeo chiede una giornata della memoria
Il Parlamento europeo approva una risoluzione per dedicare l’8 agosto alla memoria dei morti sul lavoro, nel ricordo della tragedia di Marcinelle. Nel testo richieste più ispezioni, tutele contro i rischi climatici e controlli sull’impatto dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro
Foto di Jason Goh da Pixabay
8 agosto, Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro. La proposta è contenuta in una risoluzione non vincolante approvata dal Parlamento europeo che intende trasformare il ricordo delle tragedie del lavoro in un appuntamento permanente di sensibilizzazione, formazione e prevenzione in tutta l’Unione europea.
La data scelta non è casuale. L’8 agosto richiama infatti la tragedia di Marcinelle del 1956, quando nella miniera del Bois du Cazier, in Belgio, morirono 262 minatori, molti dei quali italiani emigrati all’estero in cerca di lavoro. Una ferita ancora aperta nella memoria collettiva europea e italiana, che oggi il Parlamento vuole trasformare in simbolo di un nuovo impegno per la tutela dei lavoratori.
Secondo gli eurodeputati, la futura giornata europea dovrebbe essere accompagnata da iniziative concrete nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni pubbliche, con l’obiettivo di diffondere una maggiore cultura della sicurezza e della prevenzione. Il testo approvato sottolinea come il diritto a condizioni di lavoro sicure e dignitose rappresenti uno dei pilastri fondamentali del modello sociale europeo.
Nel documento trova spazio anche il tema delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale applicata al lavoro. Il Parlamento chiede alla Commissione europea di valutare con attenzione i rischi per la salute e la sicurezza legati ai sistemi di gestione algoritmica e agli strumenti basati sull’IA. Sotto osservazione soprattutto il lavoro sulle piattaforme digitali e quei contesti in cui ritmi, prestazioni e organizzazione delle mansioni vengono determinati da software e algoritmi. Secondo gli eurodeputati, questi sistemi potrebbero aumentare la pressione sui lavoratori, intensificare i ritmi produttivi e introdurre forme invasive di controllo e monitoraggio.
È necessario anche intervenire sui rischi derivanti dal caldo estremo, dagli eventi meteorologici sempre più frequenti e dall’inquinamento atmosferico. Temi che coinvolgono in particolare i lavoratori impegnati all’aperto, dall’edilizia all’agricoltura, fino alla logistica e ai trasporti, comparti già considerati tra i più esposti agli incidenti.
PP
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