Migrazione e sviluppo: l´UE ha bisogno di un approccio politico olistico
Via libera a una relazione che punta a integrare politiche di sviluppo e gestione dei flussi migratori. Bruxelles insiste su investimenti, lotta ai trafficanti, diritti umani e percorsi legali di ingresso
Foto di Udo Pohlmann da Pixabay
Il Parlamento europeo chiede un cambio di passo nella gestione della migrazione irregolare, puntando su una strategia che affianchi il controllo dei flussi a un rafforzamento della cooperazione allo sviluppo con i Paesi di origine e di transito.
Un approccio olistico che unisca la cooperazione allo sviluppo e la gestione della migrazione è essenziale per garantire sicurezza e solidarietà sia all'interno dell'UE che nei paesi di origine e di transito È questo il messaggio contenuto nella relazione approvata dall'Aula di Strasburgo, secondo cui affrontare le cause profonde delle migrazioni rappresenta un passaggio indispensabile per garantire sicurezza, stabilità e solidarietà, sia all'interno dell'Unione europea sia nei Paesi partner. Per questo motivo l’Unione europea è chiamata a integrare maggiormente le politiche di sviluppo con quelle migratorie, mantenendo al centro il rispetto dei diritti umani e degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
La relazione ribadisce che la cooperazione internazionale non deve perdere la sua missione principale: contrastare la povertà, ridurre le disuguaglianze e sostenere una crescita economica duratura. Allo stesso tempo, gli investimenti europei dovrebbero contribuire a limitare le condizioni che alimentano la migrazione irregolare e gli sfollamenti forzati, attraverso interventi calibrati sulle esigenze dei singoli Paesi.
Tra gli ambiti considerati prioritari figurano il rafforzamento delle istituzioni democratiche, l'istruzione, l'assistenza sanitaria, lo sviluppo economico sostenibile, il sostegno all'agricoltura, le opportunità per i giovani e le misure per affrontare gli effetti del cambiamento climatico e delle crisi geopolitiche.
Il Parlamento sottolinea inoltre che la cooperazione con i Paesi partner deve estendersi al contrasto delle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico e la tratta di esseri umani, anche allo scopo di prevenire la cosiddetta "strumentalizzazione della migrazione", ossia l'utilizzo dei flussi migratori come leva di pressione politica da parte di Stati terzi.
Nel documento si evidenzia anche un altro aspetto: limitarsi a rafforzare i controlli alle frontiere senza offrire canali legali di ingresso rischia di produrre effetti opposti. Secondo il Parlamento europeo, questa strategia tende infatti a spostare le rotte migratorie verso percorsi ancora più pericolosi, aumentando il ricorso ai trafficanti e l'esposizione dei migranti a violenze, estorsioni e sfruttamento.
PP
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