Migranti, Lampedusa sotto pressione, la Francia si blinda
I migranti continuano a sbarcare e l’Italia rischia di restare sola, mentre i francesi, alle prese con una crisi economica epocale, hanno scoperto che l’accoglienza costa ogni anno il 3% del PIL. E hanno deciso di ridurre drasticamente gli arrivi
Giulio Ambrosetti
Le notizie che arrivano da Gaza stanno oscurando mediaticamente i fatti, in alcuni casi importanti, che avvengono nel mondo, compresa ovviamente l’Italia. Ed è anche logico: dopo due anni di una sanguinosissima guerra, la pace cercata e imposta dal presidente americano Donald Trump non può che conquistare le prime pagine di giornali e i notiziari di informazione televisiva. Però qualche notizia che forse merita maggiore attenzione non manca.
Sappiamo che nel Regno Unito si registrano proteste popolari contro i migranti. Anche in Francia la situazione è in evoluzione. I francesi, è noto, sono alle prese con una crisi politica, istituzionale e anche economica. Il debito pubblico di questo Paese ‘viaggia’ intorno a 3 mila e 400 miliardi di euro e oltre. Circa 400 milioni di euro in più del debito pubblico italiano, considerato alto. Il rapporto tra Debito e prodotto Interno Lordo (PIL), in Francia, alla fine di quest’anno dovrebbe raggiungere il 116,5%. Insomma, il Paese di Emmanuel Macron è fuori dai parametri economici dell’Unione europea. Ma il Paese non riesce a venire a capo della crisi politica, se è vero che in poco tempo sono caduti ben tre governi.
Non è questa la sede per affrontare i nodi della crisi politica, economica e istituzionale francese. Ci limitiamo a sottolineare che questo Paese dovrà iniziare una politica di risanamento economico se non vuole incappare nei rigori dell’Unione europea. Uno dei problemi da affrontare è il taglio dei costi dovuti all’arrivo di migranti, che alla Francia, ogni anno, costano una barca di soldi. Da quello che si legge sui giornali, oltre ai problemi sociali, molto simili a quelli dell’Italia, con riferimento all’ordine pubblico, gli osservatori di fatti economici francesi hanno appurato che l’accoglienza di migranti costa ogni anno alla Francia poco più del 3% del PIL. Una somma enorme, considerato che il PIL francese nel 2024 ha superato di poco i 2 mila e 800 miliardi di euro. Così i governanti di questo Paese hanno deciso di iniziare a ridurre il numero di migranti che arrivano ogni anno.
Una delle porte di entrata di migranti nel suolo francese è il confine con l’Italia. Negli anni passati non sono mancate le polemiche tra Italia e Francia nella gestione dei migranti. Il confine tra i due Paesi, a Ventimiglia, è stato spesso al centro di scontri politici. Ebbene, sembra che la questione cominci a riproporsi, perché, come già accennato, i francesi hanno deciso di ridurre l’accesso di migranti nel proprio Paese.
Contemporaneamente, anche se in verità non se ne parla molto, gli arrivi di migranti, a Lampedusa, sono in aumento. I nostri amici che vivono in quest’isola al centro del Mediterraneo ci raccontano che ormai da alcune settimane il flusso di migranti che arriva a Lampedusa è continuo. Addirittura, nei giorni scorsi, è stato registrato un fatto che ha destato meraviglia. E’ noto che quando le condizioni meteomarine sono proibitive i migranti non si avventurano in mare. Ma, a quanto pare, non sempre tale accorgimento viene rispettato. Un nostro amico che vive a Lampedusa ci ha raccontato che nei giorni scorsi il mare era piuttosto mosso, tant’è vero che i collegamenti marittimi erano stati interrotti. Ebbene, nonostante le pessime condizioni del mare nell’isola sono arrivate un paio di imbarcazioni cariche di migranti.
Insomma, a Lampedusa gli sbarchi di migranti sono ripresi a ritmo continuo. I ‘numeri’ ufficiali ci dicono che nel 2024 gli sbarchi di migranti in Italia sono diminuiti drasticamente del 57% rispetto al 2023: gli arrivi registrati lo scorso anno sono stati circa 66.617 rispetto ai 157.651 dell'anno precedente. Nei primi nove mesi di quest’anno, nel nostro Paese, si è invece registrato un aumento degli sbarchi di migranti rispetto allo stesso periodo del 2024, con un totale di circa 45.694 conteggiato al 30 Settembre. Gli arrivi di migranti dalla Tunisia sono drasticamente diminuiti, mentre sono aumentati i migranti che arrivano dalla Libia. Questi, ribadiamo, sono dati ufficiali, che non tengono conto degli sbarchi ‘fantasma’ di migranti lungo le coste siciliane che vanno dalla provincia di Ragusa fino alla provincia di Trapani, passando per le coste agrigentine.
Lo scenario che si prospetta in Italia, con la chiusura delle frontiere francesi, deve fare riflettere, perché i migranti che arrivano nel nostro Paese dal Nord Africa rimangono, ad eccezione dei pochi che riescono a passare la frontiera italiana in un modo o nell’altro. Per quella che è stata ed è la storia degli immigrati che arrivano in Italia dal Continente africano, non sono molti quelli che rimangono in Sicilia e, in generale, nelle Regioni del Sud. La maggioranza preferisce trasferirsi nel Nord Italia, alcuni per restarci, altri per provare a raggiungere i Paesi del Centro-Nord Europa.
La situazione si complica, perché anche la Germania ha cominciato a ridurre la presenza di migranti. Le complicazioni riguardano, per lo più le città piccole e grandi del Nord Italia, dove i migranti non sembrano molto integrati, come documenta ogni settimana il programma televisivo di Rete 4 Fuori dal Coro. Vedremo cosa succederà.
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