18 giugno 2026

Mercosur, India e grande distribuzione: cosa arriva nei supermercati siciliani?


Arance fuori stagione, uva disponibile già a giugno, cipolle e cetrioli provenienti dall´estero: un viaggio tra gli scaffali della grande distribuzione dopo gli accordi commerciali siglati dall´Unione europea



Mercosur, India e grande distribuzione: cosa arriva nei supermercati siciliani?

foto di Natalia S su pexels

Giulio Ambrosetti

Il mestiere di giornalista si fa anche immergendosi nella realtà: anche nella realtà dei centri commerciali. Siamo alla fine della seconda decade di giugno e, fino a prova contraria, la produzione di arance siciliane dovrebbe essere residuale. Invece le arance, negli scaffali della GDO, sigla che sta per Grande Distribuzione Organizzata, non mancano. Da dove arrivano tutte queste arance? Scommettiamo che giungono dal Brasile, grazie al Mercosur? Il riferimento è al trattato commerciale tra Unione europea e cinque Paesi del Sudamerica: Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia e, soprattutto, il Brasile. Come vengono coltivate le arance in Brasile? Che pesticidi utilizzano?

 Ci sono anche tanti polli surgelati. Sono italiani? Per la cronaca, il Brasile è il primo esportatore internazionale di carne di pollo: nel mercato globale gode di una posizione dominante, se è vero che detiene il 35% del commercio mondiale di carne. Per quello che è noto, in Brasile, nel settore zootecnico, l’uso di ormoni e antibiotici è la regola. E’ giusto ricordarlo o no? Ma non c’è solo il Mercosur. Sempre gironzolando per i Centri commerciali abbiamo notato un aumento dei prodotti agricoli freschi e trasformati che arrivano dall’India. Anche in questo caso non possiamo dimenticare che, ad inizio di quest’anno, l’Unione europea ha siglato un accordo commerciale con l’India. 

Di cosa stiamo parlando? Di cipolle, cetrioli, mais dolce e, soprattutto, uva. Il mais, vabbé, da oltre un quindicennio lo importiamo dal Sudamerica. E i cetrioli? Per quello che a noi risulta, l’Italia è un grande produttore di cetrioli e non ha certo bisogno di importarli! Sarebbe interessante comparare la qualità dei cetrioli italiani con i cetrioli importati. Qualcuno lo sta facendo? Vi risulta che nei Centri commerciali i consumatori vengano informati sull’origine dei cetrioli, ovvero se sono italiani o importati? Idem per le cipolle. L’Italia è un Paese grande produttore di cipolle. C’era proprio bisogno di importarle? Un prodotto agricolo si importa se ce n’è reale bisogno, oppure si importa per consentire alle industrie di esportare i propri prodotti: della serie, tu importi le nostre cipolle e noi ci prendiamo i tuoi prodotti industriali! E’ questo il criterio che sovrintende al commercio internazionale? Come per i cetrioli: la qualità delle cipolle conta, o contano solo i prodotti industriali da esportare, magari prodotti industriali tedeschi, visto che l’Italia fa parte dell’Unione europea? Leggiamo sulla pagina Facebook Foodiverso: “Per anni ci hanno raccontato che l’agricoltura europea doveva essere sostenibile, tracciabile, controllata e piena di vincoli. Poi, appena serve fare affari in altri comparti (automotive, chimica, Farmaceutica, etc.) si spalancano le porte alle importazioni, sacrificando l’agricoltura europea sul tavolo delle trattative”. In quest’affermazione c’è qualcosa di sbagliato? 

Da almeno un mese nei centri commerciali siciliani è presente l’uva da tavola. Puglia e Sicilia sono le prime due Regioni italiane per la produzione di questo frutto. Nel nostro Paese, in generale, la raccolta dell’uva da tavola comincia nella terza decade di Luglio e finisce a Novembre. La produzione si anticipa se l’uva da tavola viene coltivata in serra, ovviamente a costi più elevati. L’uva da tavola che vediamo nei centri commerciali della nostra Isola è siciliana? Ce lo chiediamo perché in India la raccolta dell’uva inizia a Dicembre e si conclude ad Aprile. Ma… Ma con le tecniche di conservazione l’uva da tavola indiana, dopo la raccolta, resiste bene per altri 100 giorni! Fatti quattro conti, scopriamo che l’uva da tavola indiana può finire sulle nostre tavole a Maggio, a Giugno e a Luglio. L’uva da tavola che si vende in questo momento dalle nostre parti arriva dalle serre siciliane o è indiana? Quello che possiamo scrivere è che l’uva da tavola siciliana coltivata in serra, a Giugno, non dovrebbe costare meno di 4 euro al kg. Ognuno di noi sa fare i propri conti. Solo una domanda: se è uva da tavola indiana con quali pesticidi è stata coltivata?


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