L´Europa alza la voce: ´´Violenza di genere
sia un crimine UE´´
Dal Parlamento un maxi-piano su aborto, salute e diritti: chiesti nuovi poteri a Bruxelles e norme più dure contro femminicidio e stupro
Una strategia più ambiziosa, più vincolante, più concreta. È ciò che il Parlamento europeo chiede alla Commissione con una relazione votata a larga maggioranza. L’obiettivo è chiaro: eliminare gli ostacoli che ancora oggi limitano la libertà, la salute e i diritti delle donne nell’Unione.
Violenza di genere come crimine UE
Tra le priorità: includere la violenza di genere tra i reati più gravi dell’Unione, riconoscere il femminicidio come crimine specifico e introdurre una definizione europea di stupro basata sul consenso. Nuovo invito anche alla ratifica della Convenzione di Istanbul.
Aborto sicuro nella Carta dei diritti
Sul versante sanitario, il Parlamento parla senza mezzi termini: l’accesso ai servizi sessuali e riproduttivi deve essere garantito a tutte le persone e in tutti i Paesi membri. Per questo chiede che l’aborto sicuro e legale diventi un diritto fondamentale dell’UE, inserito nella Carta dei diritti. Altre misure riguardano l’accesso universale alla sanità mentale di genere e azioni specifiche per ridurre il divario di salute tra uomini e donne.
Lavoro e uguaglianza economica
La parità passa anche dal lavoro. Per questo i deputati sollecitano Bruxelles a intervenire sul gender pay gap, sul divario pensionistico e sull’accesso al mercato del lavoro, chiedendo la piena applicazione delle direttive europee su salario minimo, trasparenza retributiva e presenza delle donne nei CdA salari, trasparenza, equilibrio vita-lavoro e rappresentanza femminile ai vertici aziendali.
Democrazia e diritti LGBTIQ+
I deputati esprimono preoccupazione per il crescente arretramento democratico in alcuni Paesi dell’UE e chiedono alla Commissione strumenti più efficaci per contrastare gli attacchi ai diritti delle donne e alla comunità LGBTIQ+. Centrale anche il ruolo delle donne nella politica estera e nella sicurezza europea, con l’attuazione integrale dell’agenda “Donne, pace e sicurezza”.
Il relatore Marko Vešligaj commenta: “Non possiamo più nasconderci dietro il tema delle competenze nazionali. È il momento di intensificare gli sforzi e garantire uguaglianza, sicurezza e libertà per tutti.”
PP
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