26 luglio 2025

La Sicilia dei minori con un Garante senza personale né fondi


Dall’accoglienza dei minori stranieri alla dispersione scolastica, le emergenze non mancano. Ma l’Autorità regionale è tra le più deboli d’Italia

Patrizia Paesano

La Sicilia dei minori con un Garante senza personale né fondi

La Sicilia si conferma al centro delle politiche di tutela e promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, non solo per la sua posizione strategica sul fronte dell’accoglienza, ma anche per la densità di fenomeni critici, come la dispersione scolastica e la povertà educativa, e la vitalità di progetti pilota e attività di ascolto. Lo conferma, in modo inequivocabile, la Relazione 2024 al Parlamento dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza (AGIA), che dedica numerosi passaggi all’isola. 

 Nel dettaglio, sono molteplici gli ambiti in cui il garante ha operato in Sicilia.

Neurosviluppo e salute mentale

La Sicilia, per esempio, ha partecipato alla ricerca nazionale sul neurosviluppo e la salute mentale nei contesti scolastici, promossa dal Garante insieme a società scientifiche del settore. I dati raccolti, anche attraverso questionari e focus group con studenti, genitori e docenti, puntavano a costruire una fotografia aggiornata del disagio psichico tra i giovani e delle risposte educative e sanitarie offerte a livello locale.

Minori al lavoro: focus sui 15-17enni

Nella regione si è inoltre svolta parte dell’indagine sul lavoro regolare dei minori tra i 15 e i 17 anni, una pratica che, seppur legale in certe condizioni, può nascondere situazioni di sfruttamento o interferire con il percorso scolastico. L’obiettivo dell’AGIA è ottenere dati chiari, aggiornati, e proporre strumenti per bilanciare formazione e occupazione.

 Minori stranieri non accompagnati: Marsala in prima linea

Due dei cinque centri coinvolti a livello nazionale nell’attività di ascolto e partecipazione dei minori stranieri non accompagnati si trovano a Marsala, in provincia di Trapani. Si tratta di un’iniziativa congiunta di AGIA, UNICEF e UNHCR, che ha coinvolto 78 giovani provenienti da 11 Paesi (tra cui Costa d’Avorio, Bangladesh, Guinea, Tunisia, Mali, Gambia, Burkina Faso e Senegal). L’obiettivo era quello di dare voce ai ragazzi, far emergere le loro esperienze, i traumi vissuti durante i viaggi e le difficoltà nei percorsi di inclusione. I racconti raccolti sono stati trasformati in raccomandazioni, in parte già presentate in sede parlamentare.

 Dispersione scolastica: progetti contro l’abbandono a Ragusa

La Sicilia è coinvolta anche nelle azioni contro la dispersione scolastica, una piaga che colpisce in modo particolare le regioni del Sud. Il Garante ha cofinanziato sette progetti in tutta Italia, tra cui uno nella provincia di Ragusa, volto a prevenire l’abbandono precoce dei banchi e favorire il rientro a scuola degli studenti a rischio. Un lavoro che si è integrato con altre misure nazionali, mettendo al centro scuole, famiglie e servizi sociali.

 Giustizia minorile: ispezione al carcere di Palermo

Il Garante ha anche svolto una visita istituzionale all’Istituto Penale per i Minorenni “Malaspina” di Palermo,  struttura che accoglie giovani detenuti siciliani e non solo. La relazione evidenzia criticità strutturali, carenza di personale educativo e sanitario, e la necessità di interventi urgenti per garantire un ambiente rieducativo realmente efficace.

Fin qui, l’attività del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza in Sicilia appare degna di nota, eppure, pur trovandosi al centro di questioni cruciali come l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, la salute mentale adolescenziale e la dispersione scolastica, il Garante siciliano è tra i più deboli d’italia.

La sede è unica e si trova presso l’Assessorato regionale alla Famiglia, non esistono sedi secondarie, né un logo né un sito autonomo e le comunicazioni avvengono attraverso una sottosezione del sito del Consiglio Regionale. Il Garante opera senza obblighi di programmazione e con risorse limitate: lo stanziamento annuo è di 47.500 euro. Ancora più grave è l’assenza di personale dedicato: non ci sono segretari, amministrativi, esperti legali o sanitari, né dirigenti. Un ruolo istituzionale dunque fondamentale ma privo di struttura

Se davvero la tutela dei minori misura il grado di civiltà di un territorio, in Sicilia c’è ancora molta strada da fare. Le energie e le buone idee non mancano, ma serve una scelta precisa: dare al Garante i mezzi per lavorare davvero, proteggere i più giovani e valorizzare un ruolo che oggi rischia di restare solo sulla carta.


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