19 luglio 2025

Fratelli d´Europa, la metamorfosi di Meloni e dei suoi


Dall’immigrazione al Green Deal, dalla guerra in Ucraina ai dazi Usa, il partito di governo abbandona lo spirito sovranista in nome della stabilità europea



Fratelli d´Europa, la metamorfosi di Meloni e dei suoi

Giulio Ambrosetti

Dopo aver contribuito a salvare la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dalla mozione di sfiducia presentata al Parlamento europeo, Fratelli d’Italia, il partito del capo del Governo del nostro Paese, Giorgia Meloni, continua a fiancheggiare una sempre più fallimentare Unione europea. E’ evidente che se nessun esponente di questo partito critica la von der Leyen, ciò avviene perché gli ordini partono dall’alto, cioè da Palazzo Chigi. Si chiama trasformismo politico. 

Così come i grillini, appena arrivati nella ‘Stanza dei bottoni’, da rivoluzionari e anti-Ue, si sono trasformati in ‘europeisti’, in barba al loro elettorato, anche la Meloni e i suoi ‘Fratelli d’Italia’, da euroscettici, sono diventati sostenitori sfegatati dell’Europa unita (o quasi) e della sua ‘vestale’, la citata Ursula von der Leyen. Il colmo sta avvenendo in queste ore. La presidente della Commissione ha presentato una contestatissima proposta di Bilancio Ue. Tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, sono contrarissime. E sapete chi sta difendendo la proposta di Bilancio targata Ursula? Il vice presidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, piazzato sulla plancia di domando dell’Ue proprio dalla Meloni (qui un articolo: https://www.eunews.it/2025/07/17/bilancio-ue-fitto-in-parlamento-la-coesione-non-e-morta-abbiate-fede/ ).

E’ inutile girarci attorno: ormai il Governo Meloni è, a tutti gli effetti, il Governo del compromesso. La competitività dell’Unione europea è a pezzi: cosa ne pensano i Fratelli d’Italia? Non pervenuto. I prezzi dell’energia sono alle stelle: cosa ne pensano i Fratelli d’Italia? Non pervenuto. L'ideologia di genere è diventata quasi obbligatoria: cosa ne pensano i ‘Fratelli d’Italia? Un tempo sbraitavano, oggi balbettano. Gli agricoltori europei sono sull'orlo del baratro: cosa ne pensano i Fratelli d’Italia? Come già accennato, il ‘genio’ Fitto difende il nuovo Bilancio Ue targato Ursula von der Leyen che prevede il taglio di una montagna di soldi all’Agricoltura, mentre il Ministro delle Politiche agricole, Francesco Lollobrigida, anche lui ‘Fratello d’Italia’, si limita a dire che la proposta di Bilancio Ue “non è all’altezza degli obiettivi”: schierarsi apertamente contro la Commissione europea no? La von der Leyen ha appena ‘limato’ la follia del Green Deal che sta massacrando l’economia europea: cosa ne pensano i Fratelli d’Italia? Non pervenuto. Mediare e raggiungere un compromesso. Punto. 

L’immigrazione illegale e la guerra in Ucraina meritano due capitoli a parte. Sul primo punto - l’immigrazione illegale - il Governo Meloni  annaspa nelle contraddizioni. Quando Fratelli d’Italia era all’opposizione del Governo di Mario Draghi, sull’immigrazione prometteva una sorta di ‘battaglia navale’ contro i migranti illegali e, soprattutto, contro i criminali che gestiscono questa tratta di essere umani. A parte i centri in Albania, che potrebbero anche funzionare ma che non funzionano e che sono costati un sacco di soldi, per il resto è un fallimento. A Lampedusa è il maltempo a mare che ha frenato l’arrivo dei migranti. Al resto ha pensato lo stesso Governo Meloni approvando il cosiddetto Decreto flussi: 500 mila migranti in arrivo in Italia nei prossimi tre anni. E’ la richiesta delle imprese: turismo e, soprattutto, agricoltura. La sensazione è che la richiesta sia partita soprattutto dalla Coldiretti. La chiamano “manodopera indispensabile”. Comanda il grande capitale. Gli interessi degli imprenditori che sfruttano la manodopera vengono prima di qualsiasi promessa elettorale. Dello "stop all’invasione di migranti", cavallo di battaglia di Fratelli d’Italia all’opposizione, non si parla più. I voti sono stati incamerati. Se uno dei protagonisti del romanzo I Viceré di Federico De Roberto, a proposito dell’unità d’Italia appena raggiunta, dice: “Fatta l’Italia, ora facciamoci i fatti nostri”, da Fratelli d’Italia il motto sembra essere: “Fatto il Governo, ora facciamoci i fatti nostri”. 

Attenzione: sono cose che abbiamo già visto con i Governi precedenti. Se un'azienda non riesce a stare sul mercato perché il costo del lavoro è troppo alto, ecco che arrivano i lavoratori da sottopagare da questa o quella parte del mondo. E’ la regola della globalizzazione abbracciata senza riserve dall’Unione europea dell’euro. Ufficialmente, lo slogan è: “Competizione è competizione”. Di fatto la traduzione nei fatti è: “Sfruttamento dei lavoratori”. La sinistra italiana post comunista ha avallato tutto dell’attuale Unione europea, salvo stracciarsi le vesti quando si registrano morti sul lavoro per mancanza di sicurezza. Ma i costi del lavoro si abbassano anche così, eliminando le tutela per chi lavora. 

“Questa dinamica parassitaria del grande capitale - leggiamo in un post su un canale Telegram - la vediamo anche a Genova, dove le poche realtà industriali rimaste… vedono ormai la stragrande maggioranza della propria manodopera essere straniera. Operai di decine di nazionalità vengono assunti da ditte esterne con contratti mal pagati e di pochi mesi. Per loro è impossibile qualsiasi sindacalizzazione e l'esternalizzazione permette… di evitare gran parte degli obblighi. L'immigrazione di massa, regolare o irregolare, è necessaria per la marcescente economia europea per garantire le rendite di pochi oligarchi e delle rispettive clientele locali e nazionali, dai quadri dirigenti delle aziende ai negrieri del settore della cosiddetta accoglienza". E’ la linea della finta sinistra europea globalista: e adesso è anche la linea dell’attuale Governo italiano. 

E della guerra in Ucraina ne vogliamo parlare? Anche in questo caso, la posizione del Governo Meloni è ‘schiacciata’ sulla Commissione europea della von der Leyen. Nessun accenno al fatto che la guerra in Ucraina l’hanno cominciata i Democratici americani nel 2014. Nessun accenno ai tentativi di stampo nazista di eliminazione fisica delle popolazioni russofone dell’Ucraina andate avanti fino al Febbraio del 2022, quando è scoppiata la guerra in Ucraina. Per Giorgia Meloni vale la solfa del “Paese aggressore” (la Russia) e del “Paese aggredito” (l’Ucraina). Quanto avvenuto prima, il colpo di Stato americano del 2014 e i tentativi - ribadiamo: di stampo nazista - di sterminare le popolazioni russofone dell’Ucraina, beh, non se ne deve nemmeno parlare. In Francia si susseguono le manifestazioni popolari per chiedere la fine del conflitto in Ucraina. Si protesta contro le forniture di armi occidentali alle forze armate ucraine. “Niente carri armati e droni per l'Ucraina!”, gridano i francesi che protestano. E al presidente Macron fanno sapere: “Non moriremo per l'Ucraina!”. I manifestanti chiedono anche le dimissioni dello stesso presidente Macron. E gli italiani? Davanti la televisione per “emozionarsi” con il tennis che ha ormai sostituito il fallimentare calcio. 

Ultima notazione: i dazi doganali americani. Qual è la linea del Governo Meloni? La stessa del PD di Elly Schlein: la Commissione europea tratti per tutti. Una follia, perché ognuno dei 27 Paesi Ue ha interessi propri, del tutto diversi dagli interessi degli altri Paesi dell’Unione. E infatti, da quasi quattro mesi, la Commissione europea, o meglio, la Germania, cioè la solita von der Leyen, non ha cavato un ragno dal buco. Con il presidente americano Donald Trump che ha già fissato i dazi per l’Ue al 30% a partire dall’1 Agosto. E potrebbe anche andare peggio. Ma Giorgia Meloni non si muove: la linea è quella ‘europeista’: tutti con la von der Leyen, pardon con la Commissione europea. E gli elettori di Fratelli d’Italia che ne pensano? Lo vedremo alle elezioni. 


 


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