Fondi Ue, Schifani al fianco di Fitto
No alla centralizzazione, le Regioni non sono comparse
La posizione della Sicilia si allinea a quella di Fitto e di altri governi europei, Schifani critica la proposta della Commissione Ue di centralizzare la gestione dei fondi strutturali
Renato Schifani lancia un messaggio chiaro a Bruxelles: la proposta di centralizzare la gestione dei fondi europei va contro la logica stessa della coesione e rischia di depotenziare anni di programmazione basata sulla conoscenza diretta dei territori.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, prende una posizione netta nel confronto aperto tra istituzioni nazionali e comunitarie sul futuro della politica di Coesione europea. Nel mirino la proposta della Commissione Ue che punta a ridurre il peso decisionale delle Regioni nella gestione dei fondi strutturali, a favore di un approccio centralizzato.
Una linea, questa, che Schifani respinge con decisione, schierandosi al fianco del ministro Raffaele Fitto, che ha lanciato l’allarme in sede europea. “La proposta di Fitto – dichiara – è quella di chi ha amministrato territori e conosce le esigenze reali delle comunità. Escludere le Regioni significa rinunciare a uno degli strumenti più efficaci per attuare politiche pubbliche coerenti e mirate”.
Secondo Schifani, le Regioni non sono solo amministratori locali, ma hanno dimostrato capacità progettuale, visione strategica e prontezza nell’individuare soluzioni efficaci. Nel caso della Sicilia il governatore ricorda come la Sicilia abbia costruito nel tempo un modello di sviluppo basato sull’uso strategico delle risorse europee, con risultati concreti in settori chiave come infrastrutture, innovazione, turismo ed energia. E i dati particolarmente significativi di crescita economica registrati ne sono la prova.
Ma l’allarme di Schifani è chiaro: togliere ai territori la possibilità di incidere significa rallentare i processi, rendere meno trasparente l’uso delle risorse e alimentare la disaffezione dei cittadini nei confronti dell’Unione europea.
Da qui l’appello a un’azione comune: “Le Regioni italiane hanno già espresso una posizione unitaria e anche molti governi europei, compreso quello italiano, hanno manifestato preoccupazioni alla Commissione. Invito tutti i presidenti di Regione, al di là delle appartenenze politiche, a difendere il ruolo dei territori: non è solo una questione istituzionale, ma democratica. Il futuro dell’Europa si costruisce nei territori”.
PP
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