Finanziaria 2026, all´Ars tutti dentro e tutti contro
A Sala d’Ercole, oltre alla ‘riscrittura consociativa’ della legge di Bilancio, è andata in scena anche la ‘riscrittura’ di centrodestra e centrosinistra che si sono scambiati i ruoli
Giulio Ambrosetti
Nonostante un numero impressionante di ‘trappole’ parlamentari, il Governo siciliano di Renato Schifani è riuscito a portare a casa la manovra economica e finanziaria 2026, in anticipo sulla manovra nazionale che, a meno di colpi di scena, dovrebbe essere approvata entro l’anno. Il parapiglia che è andato in scena in Assemblea regionale siciliana è stato quasi comico. Di fatto, il Parlamento dell’Isola, quando il disegno di legge è passato dalla Commissione Bilancio e Finanze in Aula, è stato stravolto. Perché scriviamo la parola “comico”? Perché leggere che i rappresentanti dei due partiti di opposizione, PD e Movimento 5 Stelle, criticano la manovra approvata da Sala d’Ercole fa sorridere. Sintetizziamo al massimo quello che è avvenuto.
In Aula, quando è arrivata la manovra, si è formata, di fatto, una maggioranza trasversale-consociativa composta da Fratelli d’Italia, l’immancabile partito di Raffaele Lombardo, il PD, il Movimento 5 Stelle e Cateno De Luca. Centrodestra e centrosinistra si sono fusi e confusi lasciando fuori Forza Italia, Lega e Democrazia Cristiana. A queste tre forze politiche è stato garantito l’equivalente clientelare del ‘diritto di tribuna’. Dopo di che è cominciata il “tanto a me a tanto a te”. Magistrale la sintesi che ha fatto della riscrittura della legge Rifondazione comunista, che non ha rappresentanti nell’aula parlamentare ma che ha di certo con qualche importante informatore dentro il ‘Palazzo’: “Le opposizioni, che in aula tuonano contro le clientele - si legge nel comunicato di Rifondazione comunista - hanno garantito il passaggio di norme chiave, diventando stampella tattica di un Governo in frantumi. PD e M5S hanno partecipato alla riscrittura notturna, contribuendo a blindare un testo che non appartiene più alla coalizione eletta nel 2022, ma a un cartello trasversale che si ricompone sulle tabelle e le riserve, ovvero sulla distribuzione opaca e discrezionale delle risorse pubbliche. Sebbene poi, nel voto finale (scontato), abbiano votato contro”.
Dopo di che, sentire e leggere dichiarazioni di esponenti delle opposizioni che tuonano contro una legge “che non dà risposte alla Sicilia e ai siciliani”, ribadiamo, fa un po’ sorridere. Anche perché sono arrivati anche a noi i comunicati dei parlamentari di opposizione che si auto-compiacevano di essere stati i protagonisti di questo o quell’articolo della legge che ufficialmente ‘contestano’: “Grazie a noi è stato approvato l’articolo x che consentirà alle categorie y di usufruire…” e via continuando. Secca la risposta che Cateno De Luca ha dato al giovane parlamentare Ismaele La Vardera, che cerca in tutti i modi di auto-candidarsi alla presidenza della Regione siciliana nel centrosinistra, dopo essersi auto-candidato alla leadership dello stesso centrosinistra siciliano per ‘cambiare’ la Sicilia con il PD e il Movimento 5 Stelle… La Vardera ha criticato De Luca, che è quello che alla fine l’ha fatto eleggere all’Ars. E De Luca, pacatamente, gli ha risposto su Facebook: “Le trattative politiche tra maggioranza e opposizione, che conducono alla formulazione di proposte di legge, fanno parte di una normale e ovvia dialettica parlamentare, alla quale anche lo stesso La Vardera ha partecipato quando era nel gruppo parlamentare di Sud Chiama Nord, contribuendo con proprie proposte alla formazione anche delle cosiddette tabelle". Fine.
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