9 ottobre 2025

Filiera agricola, nuove regole per contratti, etichettatura e appalti pubblici


Dal Parlamento europeo il via libera a nuove misure sulla contrattualizzazione obbligatoria, la trasparenza nelle etichette e la valorizzazione dei prodotti locali negli appalti



Filiera agricola, nuove regole per contratti, etichettatura e appalti pubblici

Foto di Marja Makela da Pixabay

Un passo avanti verso una filiera agroalimentare più equa. Il Parlamento europeo ha approvato il mandato negoziale che punta a riequilibrare i rapporti tra agricoltori e acquirenti, introducendo obblighi contrattuali, norme più stringenti in materia di etichettatura e una corsia preferenziale per i prodotti locali negli appalti pubblici.

Contratti scritti per tutelare chi produce

Ogni consegna di prodotti agricoli dovrà essere coperta da un contratto scritto, chiaro e vincolante, a garanzia della trasparenza commerciale.

Gli Stati membri potranno concedere deroghe solo su richiesta delle organizzazioni di categoria, ma la soglia di valore minimo per l’esenzione scende a 4.000 euro.

“Basta con i rapporti commerciali precari: chi produce deve sapere quanto e quando sarà pagato”, ha commentato la relatrice Céline Imart.

Etichettatura, basta slogan vaghi

Bruxelles introduce nuove regole per impedire un uso improprio di diciture come “equo” o “filiera corta”. Saranno consentite solo per prodotti che rispettano criteri verificabili di sostenibilità e territorialità.

L’obiettivo è garantire trasparenza al consumatore e valorizzare il lavoro agricolo europeo.

Priorità ai prodotti UE negli appalti pubblici

Un altro pilastro della riforma è la promozione dei prodotti locali e stagionali dell’UE negli appalti pubblici. Le amministrazioni dovranno preferire forniture provenienti da produzioni europee, in particolare con marchi DOP e IGP.

Tutela del mercato e dei consumatori

Il testo stabilisce che gli alimenti importati rispettino gli stessi limiti di residui di antiparassitari dei prodotti europei, e introduce una definizione rigorosa di “carne”, riservando termini come “bistecca” o “salsiccia” ai prodotti animali, non a quelli coltivati in laboratorio.

I negoziati con gli Stati membri inizieranno il 14 ottobre. L’obiettivo è una PAC più giusta, che riconosca il valore del lavoro agricolo e tuteli la competitività delle produzioni europee.

PP

 

 


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