31 dicembre 2025

Dissalatori e ipocrisie. La Sicilia assetata e la memoria corta della politica


Le opposizioni di centrosinistra criticano i tre dissalatori voluti dal Governo Schifani. Ma cosa propongono in alternativa? Chi oggi contesta i tre impianti di dissalazione ha governato la Sicilia per nove anni non facendo nulla per gli invasi artificiali pieni di fango e per le reti idriche colabrodo



Dissalatori e ipocrisie. La Sicilia assetata e la memoria corta della politica

Giulio Ambrosetti

Il governo regionale siciliano di centrodestra di Renato Schifani ha programmato il potenziamento dei tre dissalatori presenti nella nostra Isola con un ulteriore intervento di poco più di 40 milioni di euro. Fondi che si vanno a sommare agli oltre 79 milioni di euro già investiti per la realizzazione di tali impianti. Il riferimento è ai dissalatori di Gela (provincia di Caltanissetta), Porto Empedocle (provincia di Agrigento) e Trapani. Stando al decreto firmato dal commissario straordinario, Nicola Dell’Acqua, per i dissalatori di Gela e Trapani è previsto il raddoppio dell’attività, fino ad arrivare alla produzione di 192 litri al secondo di acqua. Mentre per l’impianto di Porto Empedocle si conferma la portata di 96 litri di acqua al secondo con un modulo aggiuntivo di 24 litri di acqua al secondo e con la realizzazione di una vasca di accumulo di acqua per garantire il servizio in caso di problemi tecnici. 

E’ giusto che ci sia la dialettica tra maggioranza e opposizione davanti a scelte tecniche e finanziarie importanti: e quella dei tre dissalatori è una scelta politica e amministrativa importante. Però bisogna essere coerenti, possibilmente senza dimenticare il passato. In questo scenario, con tutto il rispetto, non riusciamo a capire le critiche delle opposizioni di centrosinistra, che accusano l’attuale governo di centrodestra di aver fatto poco o nulla per affrontare e risolvere i problemi strutturali della crisi idrica siciliana. Quale sia la situazione lo sappiamo tutti. Il 2025 ormai concluso è stato un anno caratterizzato da grande piovosità. Però in tante aree della nostra Isola di acqua ne arriva poca, sia con riferimento ad alcuni centri abitati, sia con riferimento ad alcune aree agricole. Questo avviene per due motivi: 1) perché le reti idriche siciliane sono abbandonate da decenni; 2) perché la maggioranza dei circa 50 invasi artificiali isolani sono abbandonati da decenni; per non parlare di alcune dighe mai completate o collaudate, come quella di Blufi sulle Madonie, o come la diga Trinità di Castelvetrano. 

Qui non si tratta di difendere il governo Schifani, che si difende da solo. Qui si tratta - soprattutto per chi segue queste vicende dalla metà degli anni ’80 del secolo passato - di raccontare i fatti per quelli che sono stati e per quelli che sono oggi. Fino al 2022 si avevano notizie solo di una decina di invasi artificiali. Degli altri 40 invasi non si sapeva più nulla. Oggi nei documenti ufficiali della Regione siciliana si hanno notizie di circa 40 invasi artificiali. Dobbiamo dare atto o no all’attuale Governo di aver fatto chiarezza su circa 30 invasi artificiali che erano ‘spariti’ dai ‘radar’ della politica e dell’amministrazione regionale? Quando sono ‘riapparsi’ gli invasi artificiali dall’oblio tipico della ‘vecchia Sicilia’ qualcuno obiettava che l’acqua di tali impianti non poteva essere utilizzata per “problemi tecnici”. Eclatante il caso dell’invaso di Lentini: ma è bastato un semplice intervento tecnico e l’acqua di questo invaso è oggi utilizzata. 

Va ricordato che il centrosinistra ha governato la Sicilia dal 2009 al 2017: cos’hanno fatto i governi siciliani di centrosinistra per affrontare e risolvere i problemi delle reti idriche colabrodo e degli invasi pieni di fango o ‘scomparsi’? Ve lo diciamo noi: nulla. Cos’ha fatto il governo regionale di centrodestra di Nello Musumeci per le reti idriche e gli invasi artificiali siciliani? Poco o nulla. Quanto ai grillini, che non hanno mai governato la Regione siciliana, va detto che hanno governato l’Italia dal 2018 al 2022. Il governo nazionale può intervenire attraverso la Direzione Generale per le Dighe e le Infrastrutture idriche. Ma non ci risulta che, tra il 2018 e il 2022, Roma sia intervenuta per affrontare i problemi delle dighe siciliane. 

I tre dissalatori messi in campo dall’attuale governo siciliano non sono certo la soluzione definitiva alla crisi idrica. Ma sono una risposta concreta a un’emergenza, se è vero che per rifare le reti idriche e per sistemare gli invasi artificiali passeranno, se andrà bene, non meno di cinque anni. Il centrosinistra che oggi critica i tre dissalatori cosa propone? Quale sarebbe l’alternativa? Ciò che non ha fatto quando ha governato? Così, per capire


® Riproduzione riservata
Condividi:
Tags:


Brevi

Weather for the Following Location: Sicily map, Italy

Social Media