Dimezzare l´IRPEF a chi si trasferisce in Sicilia
La mossa di Dagnino contro lo spopolamento
Con quasi 18 mila abitanti persi nel 2024, la Sicilia cerca soluzioni: il taglio dell’IRPEF proposto da Dagnino si unisce alla necessità di ripensare l’agricoltura, puntando sul mercato interno e sulla rinascita delle aree interne oggi in declino
immagine generata da AI
Giulio Ambrosetti
Dimezzare l’IRPEF per chi si trasferisce in Sicilia. Questa la proposta dell’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino. L’idea arriva in un momento di grande difficoltà per la nostra Isola. Parlano i ‘numeri’: tra il 2023 e il 2024 oltre 30 mila siciliani sono andati via. Il fenomeno, in realtà, è nazionale, se è vero che, nello stesso periodo, circa 270 mila italiani hanno lasciato il nostro Paese. Nel solo 2024 la Sicilia ha perso quasi 18 mila abitanti. I motivi? Intanto il saldo negativo, ovvero più morti che nascite. L’incertezza economica non aiuta le famiglie a fare figli. In più c’è la tendenza, che riguarda soprattutto i giovani, ad emigrare. Tornano in mente le parole dello scrittore e poeta siciliano, Stefano D’Arrigo, l’autore di Horcynus Orca, che in una raccolta di versi definisce “antico futuro” l’emigrazione dei siciliani. Il riferimento era agli anni del secondo dopoguerra, quando tanti siciliani lasciavano la nostra Isola per andare a lavorare nel cosiddetto ‘Triangolo industriale’ di Torino, Milano e Genova. Oggi sembrano tornati i tempi bui di oltre sessant’anni fa.
Fino a qualche anno fa nella nostra Isola si contavano 5 milioni di abitanti. Oggi sono poco meno di 4 milioni e 780 mila. Da anni si parla di fermare l’emigrazione, soprattutto tra i giovani. Servirebbero provvedimenti strutturali. Ma non è facile intervenire, soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, tra guerre che insanguinano il mondo e crisi economica. Negli anni ’80 del secolo passato, ed era un periodo economico non certo di crisi, la Sicilia accusava già lo spopolamento delle aree interne. Da allora ad oggi non sono mancate le idee e gli interventi. Ma sono serviti a poco. Chi scrive ricorda il ‘Rapporto sulla demografia delle aree interne della Sicilia’, realizzato dal Servizio statistica e analisi economica della Regione siciliana nel 2019. Veniva fuori che, in meno di 70 anni, erano spariti gli abitanti di Agrigento, Caltanissetta ed Enna messi insieme. Le aree interne dell’Isola colpite erano quelle dei Sicani, delle Madonie, dei Nebrodi, del Calatino e del Simeto-Etna.
Non abbiamo citato a caso lo spopolamento delle aree interne, perché ancora oggi lo spopolamento interessa principalmente l’entroterra: per esempio il Nisseno e l’Ennese, ma comincia a colpire pure la città costiere, anche se in misura molto minore. In questo scenario, la proposta dell’assessore regionale Dagnino è degna di interesse. Sicuramente non è la soluzione per risolvere il problema alla radice. Ma è un segnale culturale e politico importante. Insomma, chi governa la Sicilia non si limita soltanto a osservare il problema spopolamento, ma comincia anche a prospettare qualche soluzione. Sarebbe auspicabile che il progetto di dimezzare l’IRPEF a chi sceglie di vivere in Sicilia venisse arricchito anche da una riflessione sull’agricoltura siciliana che, forse, la politica della nostra Isola ha un po’ tralasciato. In un tempo in cui l’America di Donald Trump mette in discussione la globalizzazione economica pensando allo sviluppo ‘endogeno’ dell’economia statunitense, forse non sarebbe sbagliato pensare a un’agricoltura siciliana rivolta al mercato interno: sotto questo profilo l’idea dell’assessore Dagnino potrebbe sortire effetti economici positivi.
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