16 marzo 2026

Diga Trinità, la Regione chiede di alzare il livello dell´invaso


Dopo gli interventi urgenti da oltre un milione di euro completati sull’impianto del Trapanese, Palermo ha trasmesso al Ministero la richiesta di portare la quota autorizzata da 62 a 64 metri. Colianni: ora attendiamo le verifiche di Roma



Diga Trinità, la Regione chiede di alzare il livello dell´invaso

La Regione Siciliana ha completato tutti gli adempimenti di propria competenza sulla diga Trinità e ha trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la richiesta di innalzare il livello autorizzato dell’invaso da 62 a 64 metri sul livello del mare. A renderlo noto è l’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni, intervenuto sulle polemiche legate allo sversamento in mare dell’acqua dell’invaso nel Trapanese.

«La richiesta di incremento della quota è stata inviata alla Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idroelettriche del Ministero – spiega Colianni – e mi sono personalmente attivato contattando gli uffici romani. Adesso attendiamo le verifiche da parte del dicastero».

Sull’impianto sono stati eseguiti interventi di somma urgenza per un importo complessivo di circa 1,25 milioni di euro. Una prima tranche di lavori, coordinata dal commissario per l’emergenza idrica Salvo Cocina, ha riguardato il ripristino del sistema di drenaggio delle acque meteoriche, la realizzazione di opere per impedire l’afflusso incontrollato delle acque e il recupero della strada consortile a valle della diga, con l’obiettivo di deviare il traffico e garantire condizioni di sicurezza nell’area.

Ulteriori interventi sono stati realizzati dal dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti, che ha provveduto al ripristino della funzionalità dello scarico di superficie e alla piena operatività delle paratoie, rendendo possibile la loro movimentazione fino alla massima apertura. Lo stesso dipartimento sta inoltre definendo il progetto di fattibilità tecnica ed economica per eliminare il rischio di ostruzione dello scarico di fondo. Il documento sarà trasmesso al Ministero entro la fine di marzo per le necessarie approvazioni.

«L’obiettivo del governo Schifani – conclude Colianni – è accelerare tutte le procedure possibili, nel rispetto delle norme di sicurezza, per assicurare una gestione efficiente della risorsa idrica e tutelare un bene fondamentale per il territorio e per il comparto agricolo».

FC


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