Dalla Prima Repubblica a una specie di Tangentopoli bis
Quando le inchieste non bastano a cambiare gli equilibri
Le difficoltà del centrodestra non si trasformano in consenso per un’opposizione divisa tra le ambizioni di Giuseppe Conte e Elly Schlein e la novità Silvia Salis
Giulio Ambrosetti
Inchieste giudiziarie di qua, condanne di là. E polveroni sollevati ad arte per provocare polemiche. Il clima politico che si registra oggi in Italia ricorda un po’ gli anni di Tangentopoli. Allora bisognava mettere in fuori gioco la cosiddetta Prima Repubblica per accreditare i post comunisti ‘benedetti’ dai Democratici americani dell’epoca. Non è finita bene, perché nel 1994 a rompere le uova nel paniere pensò Silvio Berlusconi.
Oggi l’obiettivo sembra essere il centrodestra che, pur tra limiti innegabili, e nonostante gli attacchi che subisce un giorno sì e l’altro pure, rimane in sella. Per la disperazione di chi pensa che, in politica, la ‘soluzione giudiziaria’ possa risultare risolutiva. La verità è che quando l’alternativa, cioè il centrosinistra, si presenta come “un’aporia politica”, ovvero una strada senza uscite…
La cosa che fa un po’ sorridere è che, mentre il centrodestra subisce attacchi a ripetizione, il centrosinistra, che dovrebbe risultare avvantaggiato, non solo non riesce a esprimere una leadership, ma è teatro, se non teatrino, di divisioni & risse a mai finire. Il ‘capo’ del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, per ignoti motivi, pensa di essere il candidato premier del centrosinistra. Non è che quando è stato catapultato a Palazzo Chigi abbia brillato particolarmente, tra confusione nella gestione del Covid, banchi con le rotelle e Superbonus al 110%. Ma il numero uno dei grillini, dopo i disastrosi risultati elettorali nelle elezioni regionali dello scorso anno, vuole a tutti i costi la candidatura come capo del Governo, forse perché pensa di frenare il calo vertiginoso dei consensi del suo Movimento.
Per gli stessi motivi di Conte, la segretaria del PD, Elly Schlein, vuole a propria volta essere la candidata premier del centrosinistra. Ma i primi ostacoli che deve superare se li ritrova dentro il suo partito. Della serie, un Partito Democratico unito… Tanto per ‘semplificare’ lo scenario, l’ex capo del Governo e del PD, Matteo Renzi, sponsorizza la candidatura, sempre sulla plancia di comando di Palazzo Chigi, di Silvia Salis, attuale Sindaco di Genova. “E’ bella e ha fatto sport”: a quanto pare, nel centrosinistra questi sono requisiti importanti per andare a guidare il Governo italiano. E mentre in questo schieramento politico si accapigliano, l’attuale capo del Governo del nostro Paese, Giorgia Meloni, nonostante tutti i tentativi messi in campo per crearle difficoltà di tutti i tipi (tra questi anche l’ingenuità e la superficialità di certi esponenti, anche di governo, di questa parte politica), rimane salda in sella.
Forse anche perché i cittadini italiani stanno cominciando a capire che i polveroni giudiziari, anche se riescono ad ‘abbattere’ una parte politica, provocano il verificarsi, quasi matematico, di quella che viene definita la ‘legge del peggiore’: nel senso che il successore risulta essere sempre di gran lunga peggiore del precedente. Niente di nuovo, per i siciliani, che conoscono bene l’antico detto: “Megghiu u tintu canusciutu ca u bonu a canùsciri” (tradotto per i non siciliani: “Meglio accontentarsi di quello che si ha piuttosto che affidarsi a soggetti che potrebbero rivelarsi di gran lunga peggiori”). Solo che adesso a pensarla grosso modo alla stessa maniera sono anche gli italiani…
E che dire della Sicilia? Solite inchieste giudiziarie di qua e solite richieste di dimissioni di là da parte del centrosinistra. Solo che al momento di trovare il candidato alla presidenza della Regione di questa parte politica, ebbene, si scopre che Ismaele La Vardera si è già candidato, il PD non è d’accordo e vuole le primarie, gli altri vogliono le ‘secondarie’, i grillini vanno di qua e di là. In pratica, l’unico denominatore comune del centrosinistra siciliano sono le inchieste giudiziarie che colpiscono il centrodestra. Ma quando si passa alla politica esplode il caos. Come a Enna, dove la candidatura di Mirello Crisafulli a sindaco del centrosinistra ha scatenato un pandemonio nello stesso centrosinistra. Riuscite a immaginare una Regione siciliana nelle mani di questi soggetti rissosi e inconcludenti?
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