Ciclone Harry, la Regione rafforza il fronte degli aiuti
Sostegno agli studenti e stop ai canoni demaniali per il 2026
Dal diritto allo studio alle attività costiere, il governo Schifani mette in campo misure straordinarie per affrontare l’emergenza che ha colpito Niscemi e ampie aree della Sicilia orientale
La Regione Siciliana amplia il pacchetto di interventi straordinari per fronteggiare le conseguenze del ciclone Harry e dell’emergenza franosa che ha colpito Niscemi, intervenendo su due fronti strategici: il diritto allo studio universitario e il sostegno alle attività economiche costiere.
Sul versante dell’istruzione, l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano, ha inviato una nota ai direttori dei quattro Enti regionali per il diritto allo studio universitario (Ersu), chiedendo l’attivazione di misure utili a garantire la continuità dei percorsi accademici per gli studenti residenti a Niscemi o provenienti dalle aree maggiormente colpite dagli eventi calamitosi.
Tra le ipotesi allo studio figurano deroghe e semplificazioni sui requisiti Isee e sul numero di crediti formativi universitari necessari per accedere al bando 2026/2027, oltre alla possibile istituzione di borse di studio straordinarie tramite un avviso congiunto dei quattro Ersu siciliani.
«L’obiettivo del governo Schifani – afferma Turano – è evitare interruzioni nei percorsi di studio e fornire risposte rapide ed efficaci a studenti che oggi vivono difficoltà economiche e logistiche evidenti».
Parallelamente, la Regione ha disposto lo stop per tutto il 2026 al pagamento dei canoni per le concessioni demaniali marittime. La misura, prevista da una legge approvata all’unanimità dall’Assemblea regionale siciliana lo scorso 30 gennaio, riguarda le concessioni turistico-ricreative, sportive, della nautica da diporto, della cantieristica navale e quelle ricadenti nelle aree portuali interessate dal ciclone Harry, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro.
«Stiamo affrontando l’emergenza a 360 gradi – sottolinea il presidente della Regione Renato Schifani – alleggerendo oneri che oggi risulterebbero insostenibili per chi deve già investire nella ricostruzione e nella ripartenza delle attività».
PP
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