24 ottobre 2025

Altro che "amicizia", l´America di Trump volta le spalle a Meloni


L’export crolla del 21,1%, colpiti automotive, agroalimentare e manifatturiero. I dazi americani e il crollo dell’export italiano dimostrano che l’asse Roma-Washington è più fragile di quanto affermano le opposizioni



Altro che "amicizia", l´America di Trump volta le spalle a Meloni

Giulio Ambrosetti

Le opposizioni di centrosinistra non fanno altro che criticare e, volendo, anche offendere il presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, rimproverandogli di essere troppo vicina al presidente USA, Donald Trump. Ma i dati economici e commerciali diffusi da Confindustria smentiscono su tutta la linea PD, Movimento 5 Stelle e via continuando. Se, come ‘strillano’ le opposizioni, la Meloni fosse vicinissima a Donald Trump, beh, gli americani dovrebbero avere almeno un occhio di riguardo verso l’Italia governata dal centrodestra di Giorgia Meloni. Invece i ‘numeri’ illustrati da Confindustria raccontano un’altra storia. Nell’Agosto di quest’anno l’export del nostro Paese, rispetto a un anno fa, è crollato del 21,1%. La situazione è estremamente complicata e non riguarda solo l’Italia, ma tutti i Paesi Ue che esportano i propri prodotti negli Stati Uniti d’America: Germania e Irlanda soprattutto. Male anche per altri Paesi europei, che tradizionalmente esportavano negli USA molti meno beni rispetto a Germania, Irlanda e Italia. 

Le prospettive non sono affatto entusiasmanti. Chi pensava che i dazi doganali americani al 15% verso l’Unione europea sarebbero stati assorbiti dal sistema produttivo del Vecchio Continente si è dovuto ricredere. E si dovrà ricredere ancora di più, perché le previsioni sono negative. I dazi sono in vigore da qualche mese e sono alti i timori per quello che potrebbe succedere nel medio e lungo periodo. Il Sole 24 Ore, quotidiano economico della Confindustria, stima che nel medio e lungo periodo le vendite negli Stati Uniti potrebbero ridursi di circa 16,5 miliardi di euro. Insomma, verrebbe meno il 2,7% dell’export totale. I settori economici italiani più colpiti sono le automobili e, in generale, gli autoveicoli, l’agroalimentare, le bevande, le calzature, le pelli e, nel suo complesso, un po’ tutto il manifatturiero. Fatti quattro conti, anche a voler pensare che i ‘numeri’ potrebbero essere un po’ esagerati, i dazi americani stanno mettendo in affanno una parte importante del manifatturiero, che è sempre stato la forza economica dell’Italia. 

Di più: è noto che Trump ha condotto una battaglia politica contro la Federal Reserve System, nota anche con l’acronimo FED, la Banca Centrale americana. Da quando si è insediato alla Casa Bianca, Trump chiede un abbassamento dei tassi di interesse. Il taglio dei tassi indebolisce il dollaro facendo aumentare le esportazioni americane e, contemporaneamente, riducendo le importazioni da parte degli stessi statunitensi. Questo, ovviamente, danneggia che vuole esportare prodotti in America. In più l’America di Trump apre le porte a chi va ad investire negli USA con notevoli agevolazioni. Alcuni grandi gruppi europei, a cominciare da Stellantis, la multinazionale con sede in Europa che opera nel settore automobilistico, stanno trasferendo i propri stabilimenti negli USA. Insomma, nonostante le accuse dell’opposizione, l’America di Trump non sta dimostrando di essere ‘amica’ dell’Italia e del suo capo del Governo: anzi.


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