Al via l´iter per la prima assunzione di un orfano di vittima di femminicidio
È stato avviato in Sicilia l’iter per la prima assunzione di una persona orfana di vittima di femminicidio. L’assessorato regionale della Famiglia e delle politiche sociali ha infatti rilasciato il nulla osta a un richiedente che aveva presentato domanda lo scorso anno.
Un passaggio che si inserisce nell’attuazione della normativa regionale dedicata all’inserimento lavorativo prioritario di soggetti particolarmente fragili, in questo caso i figli delle vittime di femminicidio, oltre alle donne che hanno riportato gravi sfregi permanenti a seguito di violenza.
«Dopo il passaggio storico in cui siamo stati la prima Regione in Italia ad assumere all’interno della propria amministrazione donne aggredite e con sfregi permanenti al viso – dice il presidente della Regione Renato Schifani – adesso andiamo avanti con l’attuazione di una norma che dimostra la vicinanza delle istituzioni a chi ha avuto la vita segnata per sempre da queste tragedie. Negli ultimi mesi, abbiamo lavorato per avviare l’iter di questa assunzione che, oltre a essere un atto di solidarietà altamente simbolico e una luce di speranza, è un grande motivo di orgoglio, dato che questa legge è stata voluta fortemente dal mio governo».
«Lo scorso settembre la Regione aveva completato l'iter per assumere due donne che avevano riportato sfregi permanenti al viso in seguito a episodi di violenza – dichiara l'assessore Nuccia Albano – Adesso inizia quello per gli orfani di vittime di femminicidio. Compiamo un passo concreto nell’attuazione della norma. Non si tratta soltanto di un adempimento amministrativo, ma di un segnale concreto verso chi ha subito una tragedia irreparabile. Come assessorato, abbiamo lavorato affinché le procedure fossero avviate nel più breve tempo possibile, esaminando con attenzione tutte le istanze presentate entro i termini previsti. L’avvio dell’iter rappresenta dunque l’inizio di un percorso che intendiamo portare avanti con determinazione, nel rispetto delle risorse disponibili e delle priorità fissate dalla normativa. Dietro ogni pratica ci sono storie personali molto dolorose, che meritano attenzione, ascolto e risposte concrete da parte delle istituzioni».
La norma, approvata dall’Assemblea regionale siciliana e resa retroattiva con un emendamento dello scorso giugno, prevede infatti l’assunzione prioritaria di queste categorie, purché residenti in Sicilia. Una misura che punta a trasformare un sostegno simbolico in un percorso concreto di reinserimento sociale e lavorativo.
FC
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