29 aprile 2026

Europa, animali domestici non più invisibili
Microchip obbligatorio e stop agli abusi negli allevamenti


Il Parlamento UE approva il primo regolamento organico su benessere, tracciabilità e commercio degli animali da compagnia: stretta su pratiche crudeli e mercato opaco da 1,3 miliardi



Europa, animali domestici non più invisibili<br>Microchip obbligatorio e stop agli abusi negli allevamenti

Foto di Andrew S su Unsplash

Una svolta attesa da anni, che interviene su un mercato in crescita ma segnato da zone d’ombra e pratiche spesso opache. Il Parlamento europeo ha approvato con una maggioranza schiacciante – 558 voti favorevoli, 35 contrari e 52 astensioni – il primo regolamento comunitario dedicato in modo organico al benessere e alla tracciabilità di cani e gatti, introducendo regole uniformi in tutta l’Unione.

Il provvedimento nasce da un’esigenza ormai evidente: il numero di animali da compagnia è cresciuto in modo significativo negli ultimi anni e, con esso, anche il commercio, spesso alimentato da vendite online difficili da controllare. Secondo i dati europei, il settore vale circa 1,3 miliardi di euro l’anno e oltre il 60% degli acquisti avviene su internet. In questo contesto, l’assenza di norme comuni ha favorito traffici illegali e condizioni di allevamento che, in molti casi, mettono a rischio la salute degli animali e dei consumatori.

Il cuore della riforma è rappresentato dalla tracciabilità. Tutti i cani e i gatti presenti nell’Unione dovranno essere identificati tramite microchip e registrati in banche dati nazionali interoperabili, per contrastare il fenomeno diffuso di operatori illegali che si spacciano per privati per aggirare le regole del mercato.

I tempi di applicazione saranno graduali: quattro anni per adeguarsi per allevatori, venditori e rifugi; fino a dieci anni per i proprietari di cani e quindici per quelli di gatti che non intendono immettere gli animali sul mercato.

Accanto alla tracciabilità, il regolamento introduce un pacchetto di divieti che segna un cambio di paradigma. Saranno vietati gli accoppiamenti consanguinei tra genitori e figli o tra fratelli, considerati dannosi per la salute e responsabili di numerosi disturbi genetici. Stop anche all’allevamento finalizzato a ottenere caratteristiche fisiche estreme – spesso richieste dal mercato ma pericolose per gli animali – e alle mutilazioni praticate per fini estetici o competitivi.

Vietato poi tenere cani e gatti in contenitori non idonei o legarli stabilmente, salvo necessità mediche. Banditi i collari a strozzo o con punte senza sistemi di sicurezza..

Un capitolo centrale riguarda poi le importazioni da Paesi terzi. Per evitare che animali introdotti come “non commerciali” vengano poi rivenduti, il regolamento estende gli obblighi anche a questi movimenti: i cani e i gatti destinati alla vendita dovranno essere microchippati prima dell’ingresso nell’UE e registrati successivamente. I proprietari che entrano nell’Unione con un animale dovranno invece preregistrarlo almeno cinque giorni prima dell’arrivo.

“La nostra posizione è chiara: un animale domestico è un membro della famiglia, non un oggetto”, ha dichiarato la relatrice del provvedimento, Veronika Vrecionová, sottolineando come le nuove norme puntino a colpire chi utilizza il commercio di animali per profitti rapidi e a creare condizioni di concorrenza più eque.

Il percorso legislativo non è ancora concluso: il testo dovrà essere adottato formalmente dal Consiglio prima di entrare in vigore. Ma il voto del Parlamento segna già un passaggio decisivo. Per la prima volta, l’Unione europea si dota di un quadro normativo unico su un ambito finora frammentato, con l’ambizione di rendere più trasparente un mercato vasto e spesso opaco e di migliorare concretamente la vita di milioni di animali. 

PP


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