13 novembre 2025

Un futuro sostenibile per la pesca siciliana?
L´Europa ci prova ma servono politiche più giuste




Un futuro sostenibile per la pesca siciliana?<br>L´Europa ci prova ma servono politiche più giuste

Il Parlamento europeo si appresta a varare un nuovo piano per la transizione verde della pesca nell'Unione Europea, https://www.websicilianews.it/politica/pesca-europea-verso-la-transizione-verde-il-parlamento-ue-chiede-la-decarbonizzazione-della-flotta.asp,  puntando in modo deciso alla modernizzazione e decarbonizzazione della flotta peschereccia, la cui età media è oggi di circa 31,5 anni.

Questo quadro europeo trova un'importante cassa di risonanza in Sicilia, dove la pesca vive, da decenni ormai, una crisi strutturale profonda, con un drastico calo delle flotte e una crescente pressione sulle specie marine autoctone.

 Le problematiche locali includono oltre che l'invecchiamento delle imbarcazioni, la crescente perdita di attrazione verso le nuove generazioni di pescatori, che sempre in numero maggiore abbandonano il settore, bassi prezzi all'ingrosso non remunerativi, concorrenza sleale di prodotti importati, inquinamento, pesca illegale, riduzione delle giornate di pesca, e restrizioni sulle aree di pesca per la tutela degli stock.

 Le politiche nazionali e regionali si stanno orientando sull'utilizzo dei fondi europei come il FEAMPA e sull'applicazione delle normative regionali per sostenere la rigenerazione della pesca siciliana, emblema di un settore strategico per l'economia locale e per le comunità costiere ma pesantemente minacciato.

La rilevanza di questa nuova strategia UE sta nel promuovere un ammodernamento che non sia solo tecnologico, ma anche sociale ed economico, migliorando le condizioni di lavoro nelle piccole realtà artigianali, favorendo l'innovazione sostenibile e garantendo un futuro competitivo. La sfida siciliana è accogliere questo impulso europeo con politiche integrate, a sostegno di una pesca che sia rispettosa dell'ambiente, efficiente nei consumi energetici e capace di innovazione, così da contribuire in modo efficace alla transizione verde e alla tutela della biodiversità del Mediterraneo.

In un tale contesto ci saremmo aspettati una riflessione critica da parte di Bruxelles sui risultati fallimentari conseguiti dopo decenni di politiche di restrizione a danno dei pescatori nostrani ed a tutto vantaggio delle marinerie dei paesi rivieraschi, in grado di determinare un cambio radicale delle suddette politiche, ponendo al centro dell’azione futura le comunità dei pescatori e delle loro famiglie, piuttosto che fallimentari obiettivi di preservazione degli stock tesi a limitare la capacità di cattura, senza affrontare le reali problematiche ambientali e climatiche in atto. Purtroppo, bisogna prendere atto che si continua a perseguire lo stesso disegno “Green Deal”.

In un simile contesto appare arduo individuare le soluzioni che possano contribuire, al contempo, ad un miglioramento delle condizioni economiche del settore e ad un adeguato ricambio generazionale dello stesso, a garantire margini economici in grado di sostenere nel futuro le imprese ittiche ed i loro addetti, a fronteggiare i fenomeni di inquinamento ed i cambiamenti climatici per sostenere la ripresa degli stock ittici.

Le aspettative della pesca siciliana

 

I pescatori siciliani auspicano un cambio radicale della politica europea della pesca verso una sostenibilità ambientale ed economica che tenga in debito conto, principalmente, la sopravvivenza delle imprese di pesca e dei loro addetti e delle comunità costiere nel medio-lungo termine; una pianificazione strategica della pesca europea a medio-lungo raggio, in modo da consentire alle imprese di pesca di poter assumere decisioni legate agli investimenti da fare, per migliorare la sostenibilità ambientale delle loro attività di prelievo anche grazie all’introduzione di moderne tecnologie; l’introduzione di sistemi che mirino a calmierare l’incremento del costo per approvvigionamento del carburante da parte delle imprese di pesca; l’introduzione di incentivi per i giovani pescatori con misure agevolate di accesso al credito e anche accesso al credito agevolato per sostenere le spese di ristrutturazione delle unità da pesca, per migliorare la sicurezza a bordo e sostituire i vecchi propulsori inquinanti e le attrezzature vetuste e poco sicure.

Altrettanto rilevanti sono le attese di una maggiore protezione sui mercati nazionali ed esteri delle nostre produzioni lungo tutta la filiera, molto spesso costrette a sostenere la concorrenza sleale di produzioni realizzate in spregio ad ogni norma di prelievo e di sicurezza alimentare verso i consumatori finali e la lotta contro ogni forma di inquinamento dei mari e degli oceani derivante da attività antropiche, finalizzata a liberare gli ecosistemi marini dall’eccessiva presenza di plastiche e prodotti estranei.

 

Antonio Napoli  Responsabile regionale di Unicoop pesca


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