Agricoltura siciliana, così rischiamo il tracollo
A tutt'oggi il futuro in Sicilia dell'agricoltura non è roseo. Gli addetti in agricoltura diminuiscono in maniera allarmante soprattutto nelle zone interne della Sicilia, I giovani emigrano verso territori dove le prospettive si presentano migliori per il loro futuro. Le cause di ciò sono molteplici:
Costi previdenziali e oneri contributivi con una fiscalizzazione che diminuisce ogni anno.
Prezzi dei carburanti agricoli sempre più alti
Mancata programmazione e pochi investimenti nel territorio: infrastrutture irrigue, stradali e ferroviarie.
Il governo nazionale che contribuisce a fare sviluppare i paesi extraeuropei con il piano "Mattei" a danno della nostra agricoltura, per esempio attraverso soldi all'Algeria per sviluppare la coltivazione di grano e relativa trasformazione in farina, pasta e derivati. E ancora, una società italiana ha avuto in concessione in Algeria 36000 ettari di terreno per la coltivazione di grano, grano che sicuramente verrà importato in Italia con la conseguenza che il prezzo del nostro frumento diminuirà. Anche in Egitto stessa situazione, il governo italiano investe notevoli risorse monetarie per lo sviluppo agricolo egiziano, dal 2023 le importazioni in Italia di agrumi e carciofi egiziani sono aumentati notevolmente, nel marzo del 2024 le importazioni arance egiziane hanno provocato il crollo dei prezzi nelle campagne siciliane, senza che le Istituzioni siano intervenute in alcun modo per evitare tale situazione, e sarebbe bastato fare applicare a livello comunitario la clausola di salvaguardia visto che ancora la campagna agrumicola siciliana era in corso.
Oggi le importazioni di derrate alimentari di frutta ed ortaggi e derivati dai Paesi Extraeuropei con quali controlli fitosanitari e commerciali entrano nel nostro territorio?
Per non assistere inerti a questo stato di fatto, tutte le forze produttive agricole siciliane lanciano l'allarme, chiedendo che si faccia qualcosa di concreto: in collaborazione con tutte le attività produttive, i nostri rappresentanti istituzionali ei sindaci della nostra comunità, occorre istituire un tavolo di concertazione per sviluppare delle soluzioni concrete, che eviti il declino dell’agricoltura siciliana.
Maurizio Ialuna Responsabile regionale di Unicoop agricoltura
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