13 maggio 2024

Sognatori, Indecisi, Disillusi o Cercatori, i teens italiani


I nostri ragazzi tra i 15 e i 18 anni in generale mostrano pessimismo nei confronti del futuro, via via che crescono si fidano sempre meno dell’istituzione scolastica



Sognatori, Indecisi, Disillusi o Cercatori, i teens italiani

Foto di Igor Ovsyannykov da Pixabay

Poco ottimisti e ambiziosi, scelgono senza passione la scuola secondaria di secondo grado, sulla base dell’opinione diffusa che gli istituti tecnici aiutino a iniziare a lavorare più che i licei, ma sono anche convinti che è la laurea la chiave del mondo del lavoro. Sono questi alcuni dei risultati dell’Osservatorio Teens, promosso da Excellentia in partnership con Eumetra, che ha analizzato vita, speranze e atteggiamenti dei nostri ragazzi tra i 15 e i 18 anni.

In generale, si registra un progressivo affievolimento dell’ottimismo in relazione alla percezione della propria realtà e alle attese verso il futuro.

LA SCUOLA

 Proseguono gli studi, finita la scuola dell’obbligo, perché credono che sia la sola strada che li possa avvicinare al mondo del lavoro, ma la soddisfazione nei confronti della scelta della scuola tende a diminuire con l’aumentare dell’età. Lo sconforto è tale che, nonostante ciò, non sono propensi ad effettuare passaggi ad altri indirizzi scolastici per paura di pentirsi o di riscontrare difficoltà relazionali.

In un aspetto però i nostri teens si mostrano propositivi. Il 71% del campione sente la necessità di avere supporto sulla scelta post-diploma e il 68% indica che la scuola non li sta preparando al mondo del lavoro: per questo motivo richiedono più strumenti alla scuola che frequentano e accettano con entusiasmo di progettare la “Scuola del futuro”. Ed eccola, la scuola che vorrebbero: un piano di studi personalizzato sui propri interessi in un edificio tipo campus con diversi spazi di aggregazione per studiare insieme, con lezioni in presenza. Solo il 3% vorrebbe che la Scuola rimanesse come è ora.

IL FUTURO

L’atteggiamento verso il futuro è poco ottimista in particolare tra le ragazze e gli studenti di istituti tecnici o professionali. Si registra un aumento del pessimismo con il crescere dell’età. Infatti, solo il 41% del campione generale risulta ottimista per il futuro, anche se i più giovani mantengono per qualche tempo un maggiore livello di ottimismo.  A 15 anni, 1 su 2 degli intervistati vede il futuro come un’occasione e si sente ottimista, a 16 anni questa percentuale scende al 43%, a 17 al 39% e ai 18 anni al 31%.

Crescendo si perde interesse nel coltivare i propri hobby e accrescere il bagaglio culturale, così come la sicurezza economica e lavorativa sono meno ambite, con una maggiore focalizzazione sulla possibilità di fare carriera e realizzarsi professionalmente. Più propense a viaggiare le donne, più vicini ad ambizioni di salari alti gli uomini. In generale, andando avanti con l’età, si ripongono aspettative più basse nei confronti della propria vita professionale futura: il 63% vuole essere autonomo e decidere da solo per il suo futuro, il 60% vuole fare un’esperienza lavorativa all’estero, il 55% crede che sia importante che il lavoro garantisca flessibilità negli orari. Il 23% non sa cosa vuole fare da “grande” ma intanto decide di vivere con i genitori e il 17% crede che sia importante trovare un qualsiasi lavoro, basta che dia uno stipendio.

LA FAMIGLIA

Avere una propria famiglia è la prospettiva più diffusa per il futuro, ma crescendo diminuisce l’intenzione di avere dei figli, a favore di una vita di coppia senza bambini. E più si cresce, meno si vorrebbe restare nel proprio luogo di origine: gli studenti più grandi, infatti, si trasferirebbero all’estero o in una regione italiana diversa dalla propria molto di più rispetto ai più giovani.

I MACROGRUPPI

Osservatorio Teens individua tra i ragazzi italiani analizzati quattro macrogruppi, caratterizzati da diversi atteggiamenti e approcci, e diversi a seconda dell’età. Basta un anno per cambiare tutta la visione della vita dei nostri ragazzi.

I Sognatori sono il 37 % del campione e non superano i 15 anni: sono giovani ed entusiasti, fiduciosi nel futuro e indirizzati verso una crescita personale, soprattutto a livello culturale, ritengono che tutte le loro relazioni siano soddisfacenti.

Hanno appena iniziato un nuovo capitolo della loro vita, si sentono sostenuti dalla famiglia e ammirano i professori, ma vorrebbero comunque maggiori attenzioni da entrambi. Hanno fiducia nel futuro.

I Sognatori definirebbero il talento come “Qualcosa che ti porta al successo”.

Gli Indecisi sono il 28% del campione. Hanno 16 anni e sono soprattutto ragazze, studentesse di un liceo. Iniziano a provare ansia e smarrimento per il futuro, su cui sono molto indecise. Bassa la fiducia negli insegnanti, con cui vorrebbero interagire maggiormente e da cui vorrebbero ricevere più stimoli per capire i propri talenti e coltivare le passioni.

Si sentono supportate in famiglia e hanno un’idea molto semplice del lavoro: basta che dia loro gratificazione e che sia piacevole. Le loro emozioni sono di smarrimento e ansia, ma anche di curiosità, non valorizzano molto la struttura della scuola e le materie che stanno studiando.

Il 19% non saprebbe dire come si vede in futuro e in generale gran parte del campione non sa dire dove vorrebbe vivere, ma sicuramente vuole viaggiare e coltivare i propri hobbies, comprare una casa e avere sicurezza economica e lavorativa. Definiscono il talento come “un dono”.

I Disillusi sono il 25% del campione e in generale non hanno speranze o ambizioni per la propria vita futura: accettano la propria situazione con indifferenza, senza manifestare le proprie emozioni e trascurando le relazioni con parenti e amici. Hanno 18 anni e sono ragazzi che studiano in percorsi professionali.

 Si sentono indifferenti nelle emozioni che provano e non hanno alcuna relazione ritenuta soddisfacente. Sono quelli con il minor entusiasmo nei confronti della vita scolastica e del futuro. Non esprimono né apprezzamento né speranze ambiziose per la propria vita futura, ma accettano piuttosto la propria situazione con grande indifferenza.

Non sanno definire precisamente che cosa sia il talento, non riescono a darne alcuna particolare definizione.

I Cercatori rappresentano il 10% finale del campione e sono per lo più ragazze di 18 anni, studentesse di istituti tecnici. Non si sentono supportate né dalla scuola né dalla famiglia e vorrebbero più attenzioni e stimoli. Sono, tuttavia, piuttosto ambiziose: la carriera è una priorità, ma anche la cura di se stesse è considerata fondamentale. Le emozioni che le contraddistinguono sono paura, tristezza, ansia, smarrimento, rabbia.

Il livello di ottimismo per il futuro è davvero scarso e il 31% si vede in coppia senza figli o con amici, ma la maggior parte vivrebbe all’estero o in un’altra regione di appartenenza. In generale, vogliono viaggiare, fare carriera e raggiungere degli ideali di bellezza personali.

Alla definizione di talento affiancherebbero questo concetto: “Qualcosa in cui siamo bravi, anche se non piace”.

PP


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a cura di Cristina Olmi

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