1 agosto 2026

Vino, i bianchi tengono a galla l´export siciliano
Crescono del 2,8% mentre i rossi perdono oltre il 9%


Nel primo quadrimestre 2026 i vini bianchi Dop dell´Isola sono tra i pochi in Europa a chiudere in positivo. La crescita non basta però a compensare la frenata dei rossi, penalizzati soprattutto dai mercati americano e tedesco



Vino, i bianchi tengono a galla l´export siciliano<br>Crescono del 2,8% mentre i rossi perdono oltre il 9%

Foto di hcdeharder da Pixabay

Mentre l'export europeo dei vini a denominazione attraversa una fase di rallentamento, la Sicilia trova nei bianchi il suo principale punto di forza. Nei primi quattro mesi del 2026 le esportazioni dei vini bianchi Dop dell'Isola sono aumentate del 2,8% in valore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, una delle poche performance positive registrate tra le principali denominazioni europee. I rossi, invece, continuano a soffrire, con un calo del 9,2% che riporta in territorio negativo il bilancio complessivo dell'export siciliano.

È quanto emerge dai dati elaborati da Nomisma Wine Monitor su base Istat, diffusi insieme al nuovo rapporto sull'andamento delle esportazioni dei vini Dop europei. Nel primo quadrimestre l'export complessivo dei vini Dop italiani è diminuito del 6,2% in valore, mentre Francia (-3,4%), Germania (-5,5%) e soprattutto Spagna (-8,5%) hanno chiuso anch'esse con il segno meno. Secondo Nomisma il mercato procede ormai "a due velocità": bianchi e spumanti limitano le perdite, mentre molti vini rossi continuano ad arretrare.

La Sicilia si inserisce perfettamente in questo scenario. Tra gennaio e aprile i bianchi Dop hanno raggiunto un valore delle esportazioni di 15,4 milioni di euro, contro i 14,9 milioni dello stesso periodo del 2025.I volumi sono rimasti pressoché invariati (+0,4%), mentre il valore è cresciuto del 2,8%: un segnale che sui mercati esteri è stato venduto, in media, un vino di maggiore valore.

Il mercato tedesco si conferma il principale sbocco commerciale per i produttori siciliani, con oltre 6 milioni di euro di acquisti e una lieve crescita rispetto allo scorso anno. Gli Stati Uniti mantengono il secondo posto: il valore dell'export aumenta dell'1,3%, nonostante una riduzione di oltre il 10% dei volumi, indicazione di un prezzo medio più elevato. Particolarmente dinamici risultano anche Paesi Bassi (+22,7%) e Belgio (+29,5%), mentre arretrano Regno Unito (-9,5%), Svizzera (-12,1%) e Giappone (-14,7%). Da leggere con prudenza, per le dimensioni ancora contenute del mercato, il balzo della Russia, dove il valore delle esportazioni quasi raddoppia.

Di segno opposto il bilancio dei vini rossi Dop. L'export scende da 22,7 a 20,6 milioni di euro, con una contrazione del 9,2% in valore e dell'11,8% nei volumi. I due principali mercati, Stati Uniti e Germania, registrano entrambi flessioni a doppia cifra: rispettivamente -16,3% e -14,7% in valore. Molto pesante anche il calo del Giappone (-40,4%), mentre Belgio e Francia perdono rispettivamente il 20,5% e il 13,9%.

Pochi i mercati che riescono a invertire la tendenza. La Svizzera aumenta gli acquisti del 28,6%, il Canada del 15,6%, mentre il Regno Unito cresce di un più contenuto 2,5%.

Nel complesso, sommando bianchi e rossi, l'export dei vini Dop siciliani passa da circa 37,7 a poco più di 36 milioni di euro. Un risultato che resta negativo, ma limita le perdite rispetto alla media nazionale grazie alla capacità dei vini bianchi di mantenere quote di mercato anche in una fase di rallentamento della domanda internazionale.

PP


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