Turismo enogastronomico, la Sicilia del gusto vale 1,28 miliardi
Il Libro Bianco delinea ruoli e competenze per potenziare un comparto strategico per lo sviluppo dell’isola
Dove c’è buon cibo, c’è voglia di viaggiare. Ma il turismo enogastronomico, per crescere davvero, ha bisogno di professionisti dedicati e preparati. A dirlo è il nuovo Libro Bianco delle professioni del turismo enogastronomico, un documento che per la prima volta mappa le figure chiave del settore e ne definisce ruoli, competenze e potenziale.promosso da AITE e redatto con il supporto di enti come UnionCamere, Coldiretti, Città del Vino, CNA, Accademia Intrecci, Federturismo e Touring Club Italiano.
Il documento delinea per la prima volta le principali figure operative e manageriali che devono affiancare aziende agricole, cantine, strutture ricettive e territori nella costruzione di esperienze autentiche, sostenibili e strategiche. Tra queste l’hospitality manager, il curatore di esperienze, il community builder del gusto, il product manager del turismo enogastronomico.
L’urgenza è reale, se si considera che nel 2024 il comparto ha generato 40,1 miliardi di euro in Italia, con un +12% rispetto al 2023. La Sicilia, in questo scenario, si attesta come sesta regione italiana per attrattività, con una quota del 3,2%, pari a circa 1,28 miliardi di euro di fatturato. Un dato significativo, sostenuto da un interesse crescente: il 35% dei turisti italiani dichiara di voler visitare la Sicilia per motivi enogastronomici, mentre il 48% la considera la regione food & wine per eccellenza.
Il Libro Bianco invita a colmare il divario tra potenziale e preparazione, proponendo anche un glossario aggiornato delle professioni e l’individuazione delle competenze richieste, nonché delle aree critiche in termini di formazione e governance.
PP
® Riproduzione riservata



















