´´Siamo quelli che stavamo aspettando´´
Da Caltanissetta il fronte comune della Sicilia che produce
Agricoltori, pescatori, partite Iva e cooperative si ritrovano a Caltanissetta il 5 agosto per dire basta al fallimento delle istituzioni. Franco Calderone: “Da qui può partire un nuovo percorso politico, libero da accordi internazionali che distruggono il lavoro”
Giulio Ambrosetti
Sta suscitando tanto interesse, ma anche tanta preoccupazione l’assemblea che si terrà Martedì 5 Agosto a Caltanissetta, presso l’Hotel San Michele, alle 16,00. Ne abbiamo scritto qualche giorno fa (come potete leggere qui: https://www.websicilianews.it/economia/lavoro/salvare-la-sicilia-che-produce-nasce-lunione-tra-agricoltori-pescatori-pmi-e-cooperative.asp ). Si parlerà di come provare a rilanciare l’agricoltura e la pesca in Sicilia, due settori che, al di là delle chiacchiere, sono stati abbandonati dalla politica.
Qua e là si sussurra che qualche personaggio che pensava di mettere il ‘cappello’ sull’incontro si sarebbe adirato; i soliti mestatori che si presentano quando agricoltori e pescatori della nostra Isola cercano di fare qualcosa per ribellarsi sono in difficoltà perché, adesso, temono di essere scoperti e stanno cercando dei sostituti da mandare a Caltanissetta nel ruolo di ‘infiltrati’; e ci sono anche capi & capetti di insignificanti movimenti politici diventati tali per grazia ricevuta dal politico di turno che vorrebbero intestarsi la manifestazione.
Va detto che non è la prima volta che agricoltori e pescatori isolani tentano di dare vita a un movimento per cercare di creare qualcosa di nuovo. Ma ora il momento è particolare perché si incrociamo: 1) il fallimento dell’Unione europea che vuole ridurre i fondi della PAC (Politica Agricola Comune); 2) il disinteresse del Governo nazionale in materia di Agricoltura e Pesca; 3) il Governo regionale siciliano che ha ignorato il settore agricolo, a parte qualche intervento nel Catanese, e ha ignorato la pesca. Noi, per cercare di capire cosa sta succedendo e cosa potrebbe succedere, abbiamo posto qualche domanda a Franco Calderone, titolare di un’azienda agricola a Marineo, provincia di Palermo.
Allora, il 5 Agosto a Caltanissetta cosa farete?
“Ovviamente parlo a livello personale; la riunione del 5 Agosto a Caltanissetta dovrebbe essere un percorso intrapreso da agricoltori, pescatori, partite Iva, disoccupati e consumatori per cominciare un nuovo percorso politico, alla luce dell'incapacità dell'attuale classe dirigente di dare risposte serie, immediate e concrete. Posso parlare del comparto agricolo, dicendo che ormai da troppi anni andiamo rivendicando la soluzione dei problemi degli agricoltori. Problemi creati dalla politica stessa attraverso accordi scellerati che hanno penalizzato l'apparato produttivo agricolo a favore dell'industria. L'agricoltura è stata utilizzata come merce di scambio per fare accordi internazionali. E nonostante le rassicurazioni che la politica ha elargito al comparto fin dagli anni 2000, non solo non è stata fatta alcuna modifica migliorativa alle leggi in vigore già da allora, ma la situazione è stata peggiorata attraverso nuove leggi e accordi internazionali che tutti i governi che si sono succeduti hanno pari modo stipulato. Tutti, da destra a sinistra, sono stati parimenti dannosi e letali per gli agricoltori, per i pescatori e per altre categorie che, non a caso, hanno deciso di aderire all’assemblea di Caltanissetta”.
Chi la sta organizzando?
“Siamo in tanti. Ci siamo conosciuti in tutti questi anni nei quali abbiamo inutilmente rivendicato il ruolo primario del comparto agricolo, la salubrità del cibo oltre che la giusta redditualità per le imprese agricole. Dialoghiamo con i pescatori siciliani, che sono in grande difficoltà. E con altri esponenti del mondo economico e sociale. E’ arrivato il momento di proporre qualcosa di nuovo. All’assemblea di Caltanissetta saranno presenti agricoltori, pescatori, titolari di partite IVA, ex amministratori comunali, ex sindaci e anche attuali amministratori pubblici stanchi di essere presi per i fondelli dalla politica e, in particolare, dall’Assemblea regionale siciliana.
Vorrei comunque specificare che questa riunione serve a scambiare delle idee e capire se c'è la volontà da parte di tutti di intraprendere un percorso che debba sfociare in un progetto alternativo all’attuale sistema politico. Pensiamo a qualcosa che rappresenti realmente le categorie che saranno presenti a Caltanissetta. Personalmente lo auspico già da qualche anno”.
Gli agricoltori siciliani, spesso, somigliano un po’ alle ‘monadi senza finestre’…
“Gli agricoltori siciliani hanno sempre rifiutato l'ipotesi di riunirsi sotto un'unica bandiera. Ma adesso ritengo che le condizioni siano cambiate. E lo stesso discorso vale per il mondo della pesca della nostra Isola. Intanto non sappiamo come finirà con i dazi doganali americani, perché in materia di agricoltura sembra che la trattativa sia ancora aperta. E non sappiamo come finirà con il Mercosur, il trattato commerciale con alcuni Paesi del Sudamerica. Vero è che il Mercosur dovrà essere approvato dai Parlamenti dei 27 Paesi Ue. Ma ricordiamoci che il CETA, il trattato commerciale tra Ue e Canada, è entrato in vigore senza il sì dei Parlamenti dei 27 Paesi Ue. Non è un bel precedente.
E sappiamo tutti che nella Commissione europea le pressioni per barattare l’agricoltura europea per consentire l’esportazione in Sudamerica di auto europee sono molto forti. Se il Mercosur entrerà in vigore l’Europa sarebbe invasa da ortofrutta sudamericana che darebbe il colpo di grazia all’agricoltura europea. Per non parlare del fatto che non esiste reciprocità tra Ue e Sudamerica in materia di pesticidi e ormoni”.
C’è anche il Piano Mattei del Governo di Giorgia Meloni…
“Questo è un disastro già in atto, purtroppo. Un fiume di soldi che l’Italia sta spendendo in centro Africa per coltivare circa 400 mila ettari di terreni aridi. Si stanno creando le condizioni per accentuare la crisi della nostra agricoltura. Serve perciò una reazione e la riunione del 5 Agosto a Caltanissetta è propedeutica ad instaurare un dialogo con tutti gli interessati, trovare dei punti di unione e capire ognuno che intenzioni abbia”.
Quanti sarete?
“Le rivoluzioni le hanno sempre iniziate in pochi, poi si sono aggregate le masse. Non importa il numero iniziale, serve avere idee valide e tradurle in proposte. La gente capirà”.
Oggi i tempi sono difficili: dazi, guerre, disinteresse della politica verso agricoltura e pesca.
“Il Governo italiano ha chiesto 14 miliardi di euro di prestito all'Unione europea da restituire in 45 anni per le armi. Mi sembra una follia. Hanno distrutto l'economia agricola stringendo accordi commerciali con il Canada, Maghreb, India e, come ho già ricordato, si profila un accordo con il Sud America. Per non parlare dell’abbassamento dei limiti di glifosato e micotossine nel grano voluti dall’Unione europea. Stanno costringendo i consumatori europei a portare a tavola prodotti cerealicoli al glifosato, frutta senza sapore, ortive coltivate con l'ausilio di fitofarmaci vietati in Italia perché pericolosi per la salute. Bisogna ritornare alla vera sovranità alimentare e pianificare le produzioni per evitare surplus di merci e relativo crollo dei prezzi”.
Come pensate di muovervi?
“Dobbiamo avere una nostra base culturale, formulare delle proposte e sottoporle a chiunque. Vedremo chi vorrà sposare le nostre idee. Fino ad oggi la politica è stata letale per l'agricoltura, per la pesca, per l'ambiente, per l'occupazione e per l'alimentazione.
Credo il 5 Agosto da Caltanissetta partirà un percorso nuovo che metterà al centro dell'attenzione politica la persona, il lavoro, l'impresa, l'alimentazione, l'ambiente. Sull’ambiente non siamo interessati agli affari che stanno dietro al Green Deal dell’Unione europea.
Sarà una bella sfida, ma dobbiamo farlo per chi ci ha lasciato un mondo ormai al collasso e quindi per tutte le nostre giovani generazioni. Glielo dobbiamo. Perciò chiedo a chiunque sia interessato di contattare le persone che conosce interessate a questo progetto, tramite telefono, Messenger, WhatsApp e segnali di fumo. Facciamolo, noi siamo quelli che stavamo aspettando”.
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