30 aprile 2026

Parte con 16 milioni di ricavi e 36 milioni di aiuti alle imprese il nuovo motore del credito in Sicilia


Completata la fusione tra Ircac e Crias, la Regione punta su semplificazione e sostegno alle imprese: 36 milioni l’anno di agevolazioni, nuovi strumenti finanziari e una quota di fondi europei per innovazione e giovani



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Giulio Ambrosetti

C’è una notizia importante per l’imprenditoria siciliana e, segnatamente, per il mondo delle cooperative e per gli artigiani della nostra Isola. Dopo quasi otto anni è stata completata la fusione tra l’Ircac (Istituto regionale per il credito alle cooperative) e la Crias (Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane). Dal ‘matrimonio’ tra questi due soggetti è nato l’Irca, sigla che sta per Istituto regionale per il credito agevolato. Bisogna dare atto all’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, di aver completato un percorso che negli anni aveva incontrato non pochi ostacoli. Il merito, questo va da sé, va anche al presidente della Regione, Renato Schifani. Che precisa: “Sono passati otto anni dalla legge che istituisce Irca. L’accorpamento segue una logica di semplificazione che evita duplicazioni e snellisce le procedure. Attraverso Irca superiamo le frammentazioni e miglioriamo la qualità dell’offerta creditizia nei confronti di artigiani e cooperative”.

Insomma, nonostante i problemi politici, che in Sicilia non mancano mai, è stato raggiunto un traguardo importante e concreto. Eh già, perché quando si parla di imprese le parole lasciano il tempo che trovano se non sono suffragate dai fatti. I ‘numeri’ ufficiali raccontano di ricavi che quest’anno dovrebbero attestarsi intorno a 16 milioni di euro e di un margine operativo leggermente inferiore a 6 milioni di euro. 

Accanto alle cifre, sicuramente importanti, si attendono adesso gli atti. Per le cooperative e per le imprese artigiane ci dovrebbero essere i fondi regionali: tra questi 36 milioni di euro all’anno di contributi e agevolazioni sugli interessi da pagare per i prestiti. Previsti anche nuovi strumenti finanziari per artigiani e cooperative. L’Irca gestirà anche una quota di fondi europei per sostenere le imprese giovanili ad alto contenuto tecnologico

L’assessore Tamajo dice che con questa iniziativa si ridurranno i passaggi burocratici, migliorando l’efficienza del sostegno alle imprese cooperative e artigiane. Non mettiamo in dubbio che uno degli obiettivi sia proprio questo, ma ricordiamoci che, spesso, le procedure ‘sofferte’ sono il frutto di verifiche preventive che non possono essere eliminate. Tolti questi passaggi obbligati ci sono lungaggini che possono essere superate agevolmente con la ‘filosofia’ delle cosiddette ‘conferenze di servizi’. Ma questo strumento, in verità, riguarda le pubbliche amministrazioni piuttosto che il credito agevolato. Se una pubblica amministrazione ritarda nel rilascio di autorizzazioni il soggetto che si occupa di erogare il credito agevolato non può fare miracoli. Cosa stiamo cercando di dire? Che la cosiddetta ‘sburocratizzazione’ deve riguardare tutta la pubblica amministrazione e non soltanto un segmento. 

Chi guiderà l’Irca? Attualmente c’è una gestione commissariale. Il ruolo di commissario straordinario è esercitato da Roberto Rizzo. Da quello che si legge il ruolo di direttore generale dovrebbe essere esercitato dall’ex parlamentare nazionale, Giacomo Terranova, già assessore comunale e provinciale ed ex amministratore delegato della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto di Palermo.

 


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