6 novembre 2025

Imprese femminili:1,3 milioni in Italia, Sicilia sopra la media nazionale


Unioncamere: la produttività cresce del 40% quando credito e formazione si uniscono. A Palermo oltre 20mila aziende guidate da donne, Enna la più “rosa” d’Italia



Imprese femminili:1,3 milioni in Italia, Sicilia sopra la media nazionale

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Sono 1,3 milioni le imprese guidate da donne in Italia, pari al 22,2% del totale nazionale. Un universo in crescita (+0,4% rispetto al 2014), animato da imprenditrici istruite, consapevoli e motivate, ma ancora alle prese con limiti strutturali che ne frenano lo sviluppo.

A fotografare la realtà dell’imprenditoria femminile è il rapporto di Unioncamere, realizzato con il Centro Studi Tagliacarne e Sicamera, nell’ambito del Piano Nazionale dell’Imprenditoria Femminile promosso da Invitalia per il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con fondi del Next Generation EU.

Le donne imprenditrici scelgono di mettersi in proprio per autorealizzazione (37%) e non come alternativa alla disoccupazione (27%)

Il 25% è laureato, contro il 21% degli uomini, e l’85% proviene da esperienze lavorative precedenti. Le imprese femminili sono più attente al benessere dei dipendenti: il 28% adotta misure di conciliazione vita-lavoro, percentuale che sale al 40% se la titolare è laureata, inoltre più della metà dei loro dipendenti (54%) sono donne.

Ma le sfide restano. Le imprese femminili sono mediamente più piccole e meno produttive del 60% rispetto a quelle maschili. La ragione è che il 74% parte con capitali propri o familiari, trovandosi a dover contenere investimenti e innovazione, mentre solo il 37% si rivolge al sistema creditizio. Ma quando le imprenditrici accedono al credito bancario o agli incentivi pubblici, la produttività cresce del 33%, e addirittura del 40% se investono anche nella formazione del personale.

L’imprenditoria femminile in Sicilia

In Sicilia, l’imprenditoria femminile continua a rappresentare un pilastro importante del tessuto produttivo, nonostante le difficoltà. nell’Isola infatti operano circa 95.370 imprese femminili, pari al 25,2% del totale delle aziende attive nell’Isola: una percentuale superiore alla media nazionale (22,2%) e che conferma il peso rilevante dell’imprenditoria “rosa” nel tessuto economico regionale. 

La distribuzione territoriale mostra una presenza particolarmente forte a Palermo (oltre 20.000 imprese femminili, pari al 24,7% del totale provinciale), seguita da Catania (circa 18.000, 24,1%), Messina (11.000, 25,3%), Agrigento (9.000, 25,8%), Trapani (8.500, 26,4%), Siracusa (7.800, 26,1%) ed Enna, che con il suo 27,9% si conferma la provincia più “rosa” della regione.

Nonostante questa forte incidenza, nel triennio 2022-2024 il numero complessivo di imprese femminili è leggermente diminuito (-3,6%), una flessione dovuta soprattutto alla chiusura di microimprese nei settori del commercio e dei servizi, colpite dall’aumento dei costi e dalla riduzione della domanda interna. In controtendenza, però, si rafforza la presenza delle donne nei comparti agricolo e turistico: la Sicilia, con oltre il 32% delle imprese agricole femminili italiane, resta la regione con il più alto numero di aziende rurali a guida femminile. 

“L’imprenditoria femminile è una risorsa preziosa per il Paese e per i territori più fragili- ha sottolineato Andrea Prete, presidente di Unioncamere- Servono però strumenti di accompagnamento e una maggiore semplificazione nell’accesso agli incentivi”.

 

PP


 


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