Imprese femminili:1,3 milioni in Italia, Sicilia sopra la media nazionale
Unioncamere: la produttività cresce del 40% quando credito e formazione si uniscono. A Palermo oltre 20mila aziende guidate da donne, Enna la più “rosa” d’Italia
Foto di Gerd Altmann da Pixabay
Sono 1,3 milioni le imprese guidate da donne in Italia, pari al 22,2% del totale nazionale. Un universo in crescita (+0,4% rispetto al 2014), animato da imprenditrici istruite, consapevoli e motivate, ma ancora alle prese con limiti strutturali che ne frenano lo sviluppo.
A fotografare la realtà dell’imprenditoria femminile è il rapporto di Unioncamere, realizzato con il Centro Studi Tagliacarne e Sicamera, nell’ambito del Piano Nazionale dell’Imprenditoria Femminile promosso da Invitalia per il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con fondi del Next Generation EU.
Le donne imprenditrici scelgono di mettersi in proprio per autorealizzazione (37%) e non come alternativa alla disoccupazione (27%).
Il 25% è laureato, contro il 21% degli uomini, e l’85% proviene da esperienze lavorative precedenti. Le imprese femminili sono più attente al benessere dei dipendenti: il 28% adotta misure di conciliazione vita-lavoro, percentuale che sale al 40% se la titolare è laureata, inoltre più della metà dei loro dipendenti (54%) sono donne.
Ma le sfide restano. Le imprese femminili sono mediamente più piccole e meno produttive del 60% rispetto a quelle maschili. La ragione è che il 74% parte con capitali propri o familiari, trovandosi a dover contenere investimenti e innovazione, mentre solo il 37% si rivolge al sistema creditizio. Ma quando le imprenditrici accedono al credito bancario o agli incentivi pubblici, la produttività cresce del 33%, e addirittura del 40% se investono anche nella formazione del personale.
L’imprenditoria femminile in Sicilia
In Sicilia, l’imprenditoria femminile continua a rappresentare un pilastro importante del tessuto produttivo, nonostante le difficoltà. nell’Isola infatti operano circa 95.370 imprese femminili, pari al 25,2% del totale delle aziende attive nell’Isola: una percentuale superiore alla media nazionale (22,2%) e che conferma il peso rilevante dell’imprenditoria “rosa” nel tessuto economico regionale.
La distribuzione territoriale mostra una presenza particolarmente forte a Palermo (oltre 20.000 imprese femminili, pari al 24,7% del totale provinciale), seguita da Catania (circa 18.000, 24,1%), Messina (11.000, 25,3%), Agrigento (9.000, 25,8%), Trapani (8.500, 26,4%), Siracusa (7.800, 26,1%) ed Enna, che con il suo 27,9% si conferma la provincia più “rosa” della regione.
Nonostante questa forte incidenza, nel triennio 2022-2024 il numero complessivo di imprese femminili è leggermente diminuito (-3,6%), una flessione dovuta soprattutto alla chiusura di microimprese nei settori del commercio e dei servizi, colpite dall’aumento dei costi e dalla riduzione della domanda interna. In controtendenza, però, si rafforza la presenza delle donne nei comparti agricolo e turistico: la Sicilia, con oltre il 32% delle imprese agricole femminili italiane, resta la regione con il più alto numero di aziende rurali a guida femminile.
“L’imprenditoria femminile è una risorsa preziosa per il Paese e per i territori più fragili- ha sottolineato Andrea Prete, presidente di Unioncamere- Servono però strumenti di accompagnamento e una maggiore semplificazione nell’accesso agli incentivi”.
PP
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