7 marzo 2026

Donne e discipline Stem, il lavoro resta la vera sfida. Quattro proposte per la Sicilia


Il 40% dei laureati nelle materie scientifiche è donna, sopra la media Ue. Il paradosso emerge dopo gli studi: poche riescono a trovare occupazione, soprattutto nel Mezzogiorno. A Palermo la Cisl Sicilia riunisce università, istituzioni e imprese e lancia quattro proposte per colmare il divario



Donne e discipline Stem, il lavoro resta la vera sfida. Quattro proposte per la Sicilia

Quattro proposte operative per aumentare l’occupazione femminile nelle discipline tecnico-scientifiche in Sicilia e ridurre il divario di genere nel lavoro qualificato. È la proposta lanciata dalla Cisl Sicilia con l’intento di valorizzare le competenze formate nell’isola e a contrastare la fuga di talenti femminili, con azioni che coinvolgono imprese, università e istituzioni.

Tra le proposte presentate dal sindacato c’è “StemS Match”, un format strutturato di incontri tra imprese siciliane e donne laureate o formate nelle discipline tecnico-scientifiche. La “S” finale richiama esplicitamente la Sicilia e l’obiettivo di creare un collegamento diretto tra le competenze sviluppate sul territorio e il sistema produttivo regionale.

La seconda proposta riguarda la nascita di un’Alleanza Stem regionale che coinvolga la Regione Siciliana, le università dell’isola, le organizzazioni datoriali, a partire da Confindustria e Sicindustria, insieme a Ircac, Irfis e alle parti sociali. L’alleanza dovrebbe concretizzarsi in un protocollo d’intesa finalizzato a sostenere l’ingresso delle donne Stem nel mercato del lavoro, attivare incentivi per le imprese che assumono profili tecnico-scientifici femminili, sviluppare percorsi di mentoring e facilitare l’accesso al credito per l’imprenditoria innovativa guidata da donne. Tra le azioni previste anche tirocini, apprendistato di alta formazione e dottorati industriali.

 Una campagna di comunicazione regionale, inoltre, contribuirà a contrastare gli stereotipi di genere che ancora influenzano le scelte formative delle studentesse. L’iniziativa, realizzata insieme ai soggetti dell’Alleanza Stem e con il coinvolgimento dell’Ordine degli Psicologi, prevede testimonianze pubbliche, eventi nelle scuole e nelle università, contenuti multimediali e il coinvolgimento dei media regionali.

Da parte sua, la Cisl Sicilia ribadisce l’impegno per l’attuazione concreta della legge sulla partecipazione, con particolare attenzione alla contrattazione integrata e decentrata. L’obiettivo è intervenire sul gender pay gap e sul gender child gap, promuovere strumenti di conciliazione tra vita e lavoro, modelli organizzativi più flessibili e un welfare aziendale orientato alla genitorialità condivisa.

 

Le proposte sono state presentate durante la tavola rotonda dal titolo “Le donne protagoniste della scienza e della tecnologia in Sicilia. La partecipazione come strumento di confronto per i percorsi di carriera delle donne in area Stem”, che ha riunito presso il Liceo “Galileo Galilei” di Palermo rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della scuola e delle imprese.

Durante l’incontro è intervenuta anche Maria De Rosa, scienziata italiana che dopo esperienze in diversi laboratori di ricerca internazionali oggi guida un team alla Fondazione Ri.MED di Palermo.

Il confronto ha posto in luce un dato significativo: in Italia le donne laureate nelle discipline Stem, scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, sono più della media europea. Secondo Eurostat il 40% dei laureati in questi ambiti nel nostro Paese è donna, una quota superiore alla media dell’Unione europea, ferma al 34,6%, e più alta rispetto a Paesi come Francia, Germania e Spagna.

Una dinamica che si registra anche in Sicilia, dove cresce il numero di studentesse che scelgono percorsi scientifici nelle università e negli istituti tecnici superiori. Il problema emerge però dopo la conclusione degli studi, quando molte di queste competenze faticano a trovare spazio nel mercato del lavoro, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno dove il divario di genere resta più marcato.

«Per troppo tempo – ha sottolineato Leonardo La Piana, segretario generale della Cisl Sicilia – si è coltivato il pregiudizio secondo cui lo scienziato è per definizione un uomo. La storia delle grandi scoperte scientifiche ha dimostrato quanto sia stato invece fondamentale il contributo delle donne. Gli stereotipi stanno progressivamente tramontando, come dimostra il crescente numero di iscrizioni femminili nei percorsi Stem. Ma persistono ostacoli concreti nell’accesso al lavoro».

Secondo il segretario della Cisl Sicilia la scarsa occupazione femminile rappresenta uno dei principali limiti strutturali dell’economia regionale. «In Sicilia – ha aggiunto – la bassa partecipazione delle donne al lavoro frena la crescita economica, con effetti che si traducono in una minore crescita del Pil, in livelli elevati di disoccupazione di lunga durata e in un divario di genere tra i più marcati in Europa».

PP

 


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