7 agosto 2025

Agricoltori, pescatori e partite IVA dicono basta
Nasce il Coordinamento Progetto Sicilia Sviluppo


Il nuovo fronte della Sicilia che resiste: agricoltori, pescatori e professionisti uniti per difendere terra, mare e lavoro. Il coordinamento nato il 5 agosto a Caltanissetta tornera´ a riunirsi il prossimo settembre



Agricoltori, pescatori e partite IVA dicono basta<br>Nasce il Coordinamento Progetto Sicilia Sviluppo

Giulio Ambrosetti

Ci riprovano. Questa volta magari con più convinzione. Agricoltori, pescatori, titolari di partite IVA e professionisti di vario genere della Sicilia si sono ritrovati a Caltanissetta, lo scorso 5 Agosto, per provare a creare ‘qualcosa’ di alternativo a quello che oggi la politica della nostra Isola offre loro: pochissimo, in verità. L’incontro è stato preparato con cura. “Il Coordinamento Progetto Sicilia Sviluppo - leggiamo in un documento - nasce in maniera spontanea senza sovrastrutture politiche, semplicemente dalla volontà di cambiamento che c’è, che avvertiamo, che sentiamo sempre più forte giungere dal Popolo siciliano. C’è una Sicilia che lotta per cambiare, per creare sviluppo ed occupazione, per ottenere la dignità di un Popolo fiero di se stesso, della sua storia, delle sue tradizioni e consapevole delle sue tante contraddizioni. E’ un Popolo però ferito, perché si accorge sempre più che è abbandonato e non protetto”.

Non c’è bisogno di ricordare lo stato di abbandono in cui versa l’agricoltura siciliana considerata da Roma, ancora una volta, merce di scambio. Nei primi anni ’80 del secolo passato per vendere le auto nel Nord Africa i Governi italiani importavano agrumi dal Nord Africa. Oggi per non ‘importare’ migranti esportano i soldi degli italiani. Sicilia svenduta allora eri  dalla Comunità economica europea e dal Governo nazionale dell’epoca. Oggi svenduta dall’Unione europea.  Problemi enormi anche per la pesca, massacrata dagli affaristi dell’Unione europea.

“Nelle campagne - leggiamo ancora nel documento - dove folli leggi europee e nazionali sono riuscite a svilire l’importanza di un’economia agricola, piena di diversità, che era vanto della nostra terra”, con la preoccupazione di “vedere la Sicilia trasformarsi in un grande, immenso sito fotovoltaico”. Mentre “nella pesca assistiamo alla lenta agonia delle marinerie isolane vittime di politiche comunitarie alla mercé degli interessi delle company della pesca internazionali”. Il tutto con un’Autonomia siciliana mortificata dalla sua costante non applicazione .

Questo scenario è noto da anni. E da anni si cerca di costruire un’alternativa per i cittadini siciliani che, in maggioranza, disertano le elezioni perché stanchi e nauseati da politici che badano solo al proprio tornaconto. 

Dicevamo delle novità emerse nell’incontro di Caltanissetta. Non è stata proprio un’assemblea, ma una riunione di una quarantina di persone molto qualificate. Il dibattito è stato pacato e si è deciso di dare vita a un gruppo di lavoro che dovrà arrivare, a settembre, alla costituzione di un Coordinamento del movimento. Di questo gruppo di lavoro fanno parte Padre Giuseppe Di Rosa, Felice Coppolino, Franco Calderone, Marco Giammanco,  Adriana Cavasino, Anna Maria Meli, Mario Rizzo , Giacomo Fascetto, Guglielmo Conigliaro, Alberto Maugeri, Rosario Galati, Beppe De Santis , Angelo La Plena ed Enzo Maiorana. 

A presiedere l’incontro è stato chiamato il citato Padre Giuseppe Di Rosa, un sacerdote di polso che è stato uno dei protagonisti della rivolta dei Forconi siciliani. “Non siamo né di destra, né di sinistra - dice Padre Di Rosa - ma proiettati verso il futuro della Sicilia. Siamo per la salvaguardia del patrimonio etico e culturale della nostra Isola. E siamo schierati contro la mafia e a difesa dell’agricoltura, della pesca e del patrimonio imprenditoriale della nostra Regione”. Dice Felice Coppolino, presidente di Unicoop Sicilia: “A settembre, in occasione del secondo incontro, sarà creato un organismo di proposta ed elaborazione politica, un vero governo siciliano alternativo, che proporrà interventi legislativi nelle materie di competenza esclusiva della Regione siciliana. In tale contesto si decideranno le modalità di prosieguo dell’attività del coordinamento con la scelta se trasformarsi in un movimento politico regionale. Se sarà così, verrà elaborata una piattaforma di proposte da porre all’attenzione del Popolo siciliano”.

“E’ stata una riunione molto importante - dice Franco Calderone, titolare di un’azienda vinicola e di un frantoio a Marineo, nel Palermitano -. Questo perché, per la prima volta, si è concordato sui punti che riguardano tutti noi. Si è pensato ad un gruppo di lavoro provvisorio per poter informare i gruppi di appartenenza. Si è pensato di rivederci i primi di settembre, dopo avere concordato la strategia per il radicamento sui territori ed il coinvolgimento di altre categorie sociali. Non era mai accaduto prima che si trovassero le convergenze e si fosse tutti d'accordo sulla nascita di un soggetto politico di agricoltori, partite IVA, pescatori, consumatori e tutti coloro che auspicano il cambiamento della società. E non era mai accaduto che ci fossero interventi di persone che rappresentavano realmente i comparti della società siciliana. Gli americani con il presidente Donald Trump tutelano la propria economia e i propri prodotti con o dazi, noi importiamo prodotti agricoli esteri e incentiviamo le importazioni a danno degli agricoltori. E la chiamiamo sovranità alimentare. E’ arrivato il momento di dire basta”.


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