1 giugno 2026

La Sicilia che non ti aspetti: gli imprenditori dichiarano il 38% in più dei dipendenti.Tutti i dati delle province


I dati fiscali mostrano una realtà diversa da quella che emerge osservando soltanto il numero dei contribuenti siciliani: gli autonomi guadagnano mediamente quasi tre volte i dipendenti e la regione si colloca nella parte alta della classifica del Mezzogiorno



La Sicilia che non ti aspetti: gli imprenditori dichiarano il 38% in più dei dipendenti.Tutti i dati delle province

Quando si parla di economia siciliana, l'attenzione si concentra quasi sempre sui ritardi strutturali, sui salari bassi e sulla difficoltà di creare occupazione stabile. I dati fiscali però a sorpresa mostrano anche un'altra Sicilia, meno visibile ma tutt'altro che marginale.

Le dichiarazioni fiscali riferite all'anno d'imposta 2023 mostrano che il reddito medio dei lavoratori dipendenti siciliani si ferma a 19.640 euro annui, più o meno come quello dei pensionati, che toccano una media di  19.670 euro. Fin qui sembra che si stia parlando della condizione economica della maggioranza dei contribuenti dell'Isola.

Accanto a questa Sicilia ce n'è invece un'altra, fatta di professionisti, commercianti, imprenditori e titolari di attività economiche. Qui il reddito medio sale a 56.650 euro per gli autonomi e sfiora i 60 mila euro per le imprese individuali in contabilità ordinaria. Anche le attività in contabilità semplificata, a cui ricorrono piccole imprese e aziende familiari, raggiungono un reddito medio di 27.160 euro. Si tratta di un valore superiore del 38,3% rispetto a quello dei lavoratori dipendenti e più elevato della media nazionale.

E qui si conferma la recente analisi della CGIA di Mestre che dimostra che, contrariamente a quanto si crede, non sono i lavoratori dipendenti e i pensionati a sostenere gran parte del peso dell'Irpef leggi qui

A rendere il fenomeno ancora più interessante è la consistenza numerica delle categorie, decisamente sproporzionate a favore di lavoratori dipendenti (oltre 1,6 milioni) e pensionati (quasi un milione), mentre gli autonomi sono meno di 30 mila e le imprese individuali arrivano a poco meno di 69 mila contribuenti. Eppure, proprio questa parte minoritaria del sistema economico produce redditi medi decisamente più elevati.

Il confronto con il Sud Italia mostra inoltre che la Sicilia, con 6.650 euro medi dichiarati dagli autonomi, non occupa le ultime posizioni. Supera la Campania, ferma a 54.920 euro, la Basilicata con 54.430 euro e soprattutto la Calabria con 49.970 euro. Davanti restano soltanto la Puglia, con 57.740 euro, e la Sardegna, che raggiunge quota 60.890 euro.

Ma è scendendo al livello provinciale che emergono gli aspetti più interessanti di una realtà molto più sfaccettata di quanto suggeriscano le statistiche regionali aggregate e che aprono interrogativi interessanti sui diversi modelli di sviluppo presenti nel territorio.

Non solo capitale amministrativa: Palermo guida anche la classifica dei redditi autonomi

Palermo non è soltanto la provincia che concentra il maggior numero di lavoratori autonomi dell'Isola, ben 7.912 contribuenti, ma è anche quella che registra il reddito medio più elevato. Chi dichiara redditi da lavoro autonomo nel Palermitano presenta infatti una media di 59.199 euro annui, il valore più alto della Sicilia e superiore persino alla media regionale degli autonomi, pari a 56.650 euro.  Qui si concentrano infatti gran parte delle attività professionali, dei servizi avanzati, delle funzioni amministrative e di una quota significativa delle attività economiche che operano su scala regionale. La vetta della classifica quindi non sorprende.

Professioni e servizi fanno di Catania uno dei motori economici

Il secondo posto nella graduatoria delle province è occupato da Catania, che conta 7.304 autonomi e un reddito medio di 56.916 euro. Il risultato catanese appare coerente con il peso economico del territorio, caratterizzato da un tessuto produttivo diversificato nel quale convivono commercio, servizi, professioni, attività innovative e un'importante rete di piccole e medie imprese.

Palermo e Catania, insieme, concentrano oltre la metà degli autonomi presenti nell'Isola e rappresentano il cuore delle attività professionali, commerciali e imprenditoriali siciliane.  Non a caso le due aree metropolitane occupano stabilmente i vertici di quasi tutte le principali graduatorie economiche regionali, lasciando libero il terzo gradino del podio per una provincia che ultimamente riserva spesso delle sorprese.

Tra industria, servizi e turismo Siracusa corre 

La terza forza dell'Isola è Siracusa. Pur contando appena 2.238 contribuenti autonomi, registra un reddito medio di 55.301 euro, superiore a quello di territori storicamente considerati più dinamici.  Un dato che conferma il peso economico di un territorio che può contare contemporaneamente sull'industria, sul sistema dei servizi collegati, sul turismo e sulle attività professionali che gravitano attorno a questi comparti. Non sempre perciò le dimensioni del territorio o il numero di contribuenti coincidono con la capacità di generare redditi elevati.

L'imprenditorialità diffusa tiene Ragusa nelle posizioni di vertice

Ragusa occupa la quarta posizione con 53.006 euro di reddito medio e quasi 2mila lavoratori autonomi. Pur restando fuori dal podio, conferma una delle caratteristiche che da anni distinguono il territorio ibleo: una forte presenza di iniziativa privata diffusa. Agricoltura specializzata, trasformazione agroalimentare, commercio, servizi e piccola impresa continuano infatti a rappresentare pilastri importanti dell'economia provinciale. Il risultato fiscale non consente a Ragusa di raggiungere i livelli di Palermo, Catania e Siracusa, ma la mantiene comunque nel gruppo delle province economicamente più solide della Sicilia, con valori superiori alla soglia dei 50 mila euro e ben oltre la media dei redditi da lavoro dipendente registrati nell'Isola.

Caltanissetta  ritaglia uno spazio inatteso 

Tra le sorprese della graduatoria c'è Caltanissetta. Pur essendo una delle province meno popolose della Sicilia e contando appena 1.387 contribuenti autonomi, il reddito medio dichiarato raggiunge i 52.100 euro. Il dato suggerisce la presenza di una platea relativamente ristretta ma caratterizzata da redditi professionali e imprenditoriali mediamente elevati. Un risultato che contrasta con l'immagine di un territorio spesso associato alle maggiori difficoltà economiche della regione e che dimostra come le statistiche fiscali possano restituire una realtà ben diversa rispetto agli indicatori tradizionali.

Messina resta nel gruppo delle province più solide

Ancora a metà classifica ecco Messina, che può contare su una base molto più ampia di lavoratori autonomi, pari a 4.440 contribuenti, il cui reddito medio si attesta a 51.412 euro, poco al di sotto di Caltanissetta ma comunque sopra la soglia dei 50 mila euro. Un risultato che riflette il peso del terziario, dei servizi professionali e delle attività economiche diffuse in un territorio vasto e articolato, anche se non sufficiente per agganciare le province che guidano la classifica regionale.

Agrigento lontana dai vertici ma sopra la soglia simbolica dei 50 mila euro

Agrigento conta 2.221 lavoratori autonomi e presenta un reddito medio di 50.172 euro. Non si tratta di valori altissimi, ma il superamento della soglia dei 50 mila euro rappresenta comunque un elemento significativo. Il dato evidenzia la capacità del tessuto economico locale di mantenere livelli reddituali tutt'altro che marginali, nonostante le difficoltà strutturali che da anni caratterizzano parte del territorio provinciale.

Trapani sfiora i 50 mila euro e resta in linea con la media regionale

Con 2.512 autonomi e un reddito medio di 49.788 euro, Trapani rimane appena al di sotto della soglia dei 50 mila euro. Il distacco dalle province di vertice è evidente, ma altrettanto evidente è la tenuta del sistema produttivo locale, che continua a esprimere livelli reddituali relativamente omogenei rispetto alla media regionale. 

Enna ultima per redditi autonomi, ma il dato va letto con cautela

Chiude Enna, che con 855 autonomi rappresenta anche la provincia con il numero più basso di contribuenti della categoria e con il reddito medio più contenuto: 44.185 euro, oltre 15 mila euro in meno rispetto a Palermo.  La classifica, tuttavia, va interpretata con prudenza. 

Enna è infatti la provincia più piccola dell'Isola sia per popolazione sia per dimensione del mercato economico e professionale. Inoltre il suo tessuto produttivo è caratterizzato da una minore presenza di grandi attività professionali, industriali e di servizi avanzati rispetto alle aree metropolitane e ai principali poli economici regionali. Più che indicare una scarsa vitalità imprenditoriale, il dato sembra quindi riflettere le dimensioni contenute e la diversa struttura economica del territorio.

Nove economie diverse, dunque, ciascuna con caratteristiche, punti di forza e fragilità proprie, ma che confermano che il lavoro autonomo continua a rappresentare una componente decisiva della ricchezza prodotta sul territorio siciliano. Anche se  la distanza tra la provincia più ricca e quella meno performante supera il 34%. SEGUE

 

PP

 


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