La crescita al contrario: in Sicilia tre grandi comparti arretrano, ma il PIL sale
Agricoltura, industria ed edilizia chiudono il 2025 in calo. Il rapporto Svimez mostra un modello di crescita diverso rispetto alle altre principali regioni del Mezzogiorno
immagine generata da AI
La Sicilia continua a crescere, ma lo fa in modo diverso rispetto al resto del Mezzogiorno. Il rapporto Svimez conferma il buon momento del Mezzogiorno, che per il quarto anno consecutivo cresce più del Centro-Nord. Nel 2025 il Pil delle regioni meridionali aumenta dello 0,7%, contro lo 0,5% della media nazionale. La Sicilia si ferma al +0,6%, appena sotto la media del Sud, ma nel quadriennio 2022-2025 mette comunque insieme una crescita del 9,4%, superiore al 7,2% dell'Italia e al 6,6% del Centro-Nord.
Il Pil sale, ma tre grandi comparti arretrano
Il dato complessivo dice solo una parte di ciò che è accaduto nel 2025. Basta guardare i singoli settori per capire perché la Sicilia rappresenti un caso particolare. L'agricoltura perde l'1,4%, l'industria arretra dell'1% e le costruzioni del 2,6%. A sostenere la crescita è il settore dei servizi, che aumenta dell'1% e consente al Pil regionale di chiudere comunque in territorio positivo.
Il confronto con le altre grandi regioni del Mezzogiorno aiuta a capire meglio la differenza. In Campania il Pil cresce dello 0,9% con un'industria in aumento del 3,3%. La Calabria avanza dello 0,8% grazie anche a un comparto industriale che sale del 4,5%, mentre l'Abruzzo registra la crescita più elevata del Sud (+1,9%) sostenuta anche dal boom delle costruzioni (+21,9%). Anche la Sardegna, con un Pil in aumento dell'1,1%, beneficia di un'industria in espansione. La Sicilia è invece l'unica tra le principali regioni meridionali a chiudere l'anno con agricoltura, industria ed edilizia tutte in calo.
Investimenti su, export giù
C'è però un dato che sembra andare nella direzione opposta. Negli ultimi quattro anni la Sicilia è stata tra le regioni che hanno beneficiato maggiormente della spinta degli investimenti. Tra il 2022 e il 2025 quelli nelle costruzioni sono aumentati del 48,9%, mentre le opere pubbliche sono più che raddoppiate (+102,6%). Si tratta di valori superiori sia alla media nazionale sia a quella dell'intero Mezzogiorno.
Il commercio con l'estero invece continua a mostrare qualche difficoltà. Nel 2025 le esportazioni siciliane diminuiscono del 10,8% e il loro peso sull'economia regionale resta contenuto: valgono il 10,6% del Pil, contro una media nazionale del 28%. Un dato che conferma quanto la crescita dell'Isola continui a dipendere soprattutto dalla domanda interna e dagli investimenti, molto più che dai mercati esteri.
Il dato più interessante del rapporto, in fondo, è proprio questo. In Sicilia il terziario compensa ancora le difficoltà di agricoltura, industria ed edilizia. Il punto è capire quando, e se, la spinta degli investimenti arriverà anche all'economia che produce beni e crea valore aggiunto.
PP
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