Italia terza nell´Ue per Pil, ma ultima per occupati
I dati Eurostat confermano il terzo posto per Pil nell´Unione, mentre l´occupazione resta la più bassa tra i Ventisette. Il Paese mantiene il peso economico e il primato agricolo, ma paga le sofferenze del mercato del lavoro e dei conti pubblici
Il quadro tracciato dagli ultimi dati Eurostat colloca l’Italia dietro soltanto a Germania e Francia. Si genera qui il 12% del prodotto interno lordo dell'Unione, che nel suo complesso raggiunge i 18.800 miliardi di euro. Dietro al dato generale sulla ricchezza prodotta emergono però problemi strutturali che ne limitano lo sviluppo.
Nella fascia compresa tra i 20 e i 64 anni lavora soltanto il 67,6% della popolazione: si tratta della criticità principale, con il dato più basso di tutti i Ventisette, staccato di quasi dieci punti dalla media europea. Nazioni come Malta e Paesi Bassi registrano tassi superiori all'83%. A questo scenario si aggiunge l'assenza di un salario minimo stabilito per legge, una condizione condivisa solo con Austria, Danimarca, Finlandia e Svezia. La frammentazione dei contratti e la stasi dei prezzi continuano così a pesare sulle famiglie, in un contesto continentale dove un cittadino su cinque resta esposto al rischio di povertà.
L’Italia compare anche nel gruppo delle nazioni che superano il limite del 3% nel rapporto tra deficit e Pil, in compagnia di Paesi come Francia, Spagna e Belgio. Anche il debito complessivo rimane abbondantemente sopra la media europea dell'81,7%, condizionando la capacità di spesa dello Stato e allontanando la gestione pubblica dai parametri di realtà più virtuose come l'Estonia.
Rilevazioni di segno opposto arrivano dal versante sociale. La speranza di vita ha raggiunto gli 83,7 anni, il terzo valore più alto nell'Unione dopo Spagna e Svezia. Questa longevità media si confronta però con il calo demografico. Negli ultimi dieci anni la popolazione residente è diminuita, mentre il territorio è rimasto tra i primi punti d'ingresso per le richieste d'asilo da parte di cittadini extraeuropei.
Un apporto fondamentale arriva invece dalla produzione agricola e dai servizi. Nel settore ortofrutticolo il Paese copre da solo quasi il 28% della frutta e frutta a guscio raccolta in Europa, guadagnando la testa della classifica continentale. Nelle verdure si occupa il secondo posto con oltre il 22% della produzione, alle spalle della Spagna.
Volumi molto elevati caratterizzano anche il comparto turistico, con cinque regioni capaci di superare quota dieci milioni di pernottamenti registrati sulle principali piattaforme di prenotazione online. Su strada si nota infine la densità di veicoli più alta d'Europa: 701 automobili ogni mille abitanti, a fronte di una media continentale di 578.
PP
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