31 maggio 2026

In Sicilia quasi 2,6 milioni tra dipendenti e pensionati
Ma l´Irpef più alta la versano le partite Iva


L´analisi della CGIA riaccende il dibattito sul peso fiscale delle diverse categorie, con una realtà più complessa di quella del falso mito che dipendenti e pensionati paghino per tutti. In Sicilia i lavoratori dipendenti sono oltre 1,6 milioni e i pensionati quasi un milione ma, guardando alle imposte versate da ciascun contribuente, il quadro cambia



In Sicilia quasi 2,6 milioni tra dipendenti e pensionati<br>Ma l´Irpef più alta la versano le partite Iva

Negli anni è diventata quasi una convinzione diffusa: sono i lavoratori dipendenti e i pensionati a sostenere gran parte del peso dell'Irpef, mentre il contributo delle partite Iva sarebbe più limitato. Una lettura che nasce da un dato reale, ma che secondo la CGIA di Mestre rischia di essere incompleta se non si guarda anche a quanto versa mediamente ogni contribuente.

L'associazione degli artigiani veneti ha analizzato le ultime dichiarazioni dei redditi e arriva a una conclusione destinata a far discutere: imprenditori e lavoratori autonomi pagano mediamente quasi il doppio dell'Irpef rispetto a lavoratori dipendenti e pensionati. A livello nazionale l'imposta media versata dagli autonomi e dagli imprenditori supera gli 8.300 euro all'anno. Per i lavoratori dipendenti si ferma poco sopra i 4.200 euro, mentre per i pensionati è poco superiore ai 4.000 euro. 

La spiegazione è abbastanza semplice da apparire banale: dipendenti e pensionati versano complessivamente più Irpef perché sono molti di più. In Italia rappresentano circa nove contribuenti su dieci, da qui lo stereotipo. Quando però il confronto viene fatto sul singolo contribuente, il peso fiscale medio risulta decisamente più elevato per chi svolge un'attività autonoma o gestisce un'impresa.

Anche la Sicilia conferma il forte squilibrio numerico tra le diverse categorie, dato che i contribuenti con reddito da lavoro dipendente sono oltre 1,6 milioni e i pensionati sfiorano quota un milione. I lavoratori autonomi invece sono poco meno di 30 mila e i titolari di redditi d'impresa in contabilità ordinaria e semplificata superano complessivamente le 68 mila unità. A questi si aggiungono oltre 66 mila contribuenti che dichiarano redditi da partecipazione in società. Però qui il tessuto produttivo è formato in larga parte da micro e piccole imprese, attività commerciali, artigiani e professionisti, una componente essenziale dell'economia regionale.

Proprio osservando questa realtà emerge un dato che, probabilmente più di ogni altro, contribuisce a spiegare le conclusioni della CGIA. In tutta la regione, infatti, autonomi e imprenditori non solo versano mediamente più Irpef, ma dichiarano anche redditi sensibilmente superiori a quelli dei lavoratori dipendenti. Un divario che supera la media nazionale e che restituisce un'immagine dell'economia regionale molto diversa da quella suggerita dai luoghi comuni sul mondo delle partite Iva. SEGUE

 

PP


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