1 agosto 2026

Gli sconti nel carrello hanno un prezzo nascosto: quello pagato dall´agricoltura italiana


Dietro promozioni sempre più aggressive si nasconde una filiera sotto pressione: prezzi imposti ai produttori, aziende che chiudono e spazio crescente ai prodotti importati



Gli sconti nel carrello hanno un prezzo nascosto: quello pagato dall´agricoltura italiana

Foto di Tung Lam da Pixabay

Giulio Ambrosetti

C’è un dato della condizione economica italiana che non trova molto spazio nei media. Eppure è sotto i nostri occhi: gli sconti e le ‘offertissime’ strombazzati a destra e a manca dalla Grande distribuzione organizzata (Gdo). Parliamo di cibo. E quindi di agricoltura. Basta seguire le promozioni ‘strillate’ dalla televisione. O i cartelloni classici o luminosi disseminati lungo le strade delle città. Prezzi favolosi di qua, prezzi favolosi di là. Considerato che l’Italia della seconda metà degli anni ’80 del secolo passato ormai è un ricordo, quando sui mutui-casa si pagavano interessi a due cifre e pagavano tutti, quando veniva fermata persino la scala mobile per “aumentare la produttività e il benessere generale”, oggi poter usufruire di prezzi bassi nel carrello della spesa è quasi un imperativo categorico. L’importante è non riflettere troppo: acquistare e scappare via…

Nell’ultimo articolo (Leggi qui) ci siamo soffermati sulla ‘offertissima’ di una bottiglia di olio d’oliva extra vergine al prezzo di 4 euro. Un prezzo impossibile perché, costi di produzione alla mano, una bottiglia di extra vergine italiano non può costare meno di 8 euro. Ma non è solo una questione di ‘spremuta di olive’. E’ buona parte del sistema agricolo italiano che sta andando in tilt e non ce ne accorgiamo. Prendiamo le arance a luglio e agosto. Da dove arrivano? Sicuramente non dalle nostre campagne. La Commissione europea, pur di provare a vendere automobili (soprattutto tedesche) ha firmato accordi commerciali con i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia), con l’India, con l’Australia e, in generale, con chi capita. Giusto affrontare tale argomento. Ma c’è un ‘prima’ di cui si parla poco. Ebbene, questo ‘prima’ è rappresentato dalle aziende agricole italiane che hanno già chiuso i battenti e che spariranno presto. Perché?

Facciamo un passo indietro. Ci sono prodotti agricoli ai quali i consumatori non vogliono e non possono rinunciare. Ma se gli stipendi sono bassi - e in tanti casi sono bassi e tante famiglie non ce la fanno - che succede? O non acquistano più questi prodotti o… o la Grande distribuzione organizzata deve abbassare i prezzi. Punto. E come li abbassa i prezzi la Gdo? Semplice: si rivolge agli agricoltori e gli dice: “Noi siamo disposti a vendere i vostri prodotti agricoli e per fare ciò non acquistiamo gli stessi prodotti agricoli esteri che costano meno. Ma voi ci dovete venire incontro. Noi dobbiamo abbassare i prezzi. Di conseguenza dobbiamo pagare meno i vostri prodotti”. Risposta degli agricoltori: “Ma già siamo al limite. Se abbassiamo i prezzi lavoriamo in perdita!”. Controrisposta: “Avanti, con i contributi dell’Unione europea fate quadrare i conti…”. Controreplica: “Non è così, quando diciamo che siamo al limite, ebbene, stiamo considerando anche le integrazioni dell’Unione europea, che sono sempre più basse”. Il dialogo va avanti per qualche settimana. C’è chi resiste, perché, pur lavorando in perdita con una certa coltura, ha ancora margini di guadagno con altre colture. Ma c’è anche chi capisce l’antifona e si chiama fuori. Così spariscono tante ortive di pieno campo. Se operi al Sud o in Sicilia arriva l’offerta di affitto o vendita dei terreni per fare posto ai pannelli fotovoltaici. O all’agroecologia che, spesso, dà l’illusione a un agricoltore di fare agricoltura. L’altra faccia della medaglia è la pioggia di prodotti agricoli che arrivano da chissà dove, prodotti chissà come. Chissà con quali pesticidi, chissà se ci sono anche ormoni, chissà, chissà, chissà. E i consumatori portano a casa e mangiano…


® Riproduzione riservata
Condividi:
Tags:


Brevi

Weather for the Following Location: Sicily map, Italy

Social Media