Economia a due velocità: i cittadini sperano, le aziende frenano
Foto di Tung Lam da Pixabay
L'economia italiana di maggio 2026 viaggia a due velocità separate: da un lato ci sono i consumatori, che tornano a guardare al futuro con più ottimismo, dall'altro le imprese, bloccate da una nuova frenata.
I numeri dell'Istat parlano chiaro: l'indice di fiducia dei consumatori cresce e passa da 90,8 a 93,4 punti. Gli italiani si dicono più sereni sulla propria situazione personale (l'indice sale a 96,0) e scommettono su un miglioramento dell'economia generale nei prossimi mesi (il clima futuro balza da 82,5 a 87,2). Unica nota stonata nel bilancio delle famiglie: restano freddi i giudizi sull'opportunità di risparmiare in questo momento.
Il mondo del business, invece, rallenta: la fiducia delle imprese scivola da 95,1 a 94,1. A tirare il freno a mano sono soprattutto i servizi di mercato (giù a 96,8) e l'edilizia (che perde quasi un punto e mezzo scendendo a 99,4). La manifattura non si muove (87,9) e accumula scorte. Chi si salva? Solo il commercio al dettaglio, che segna un timidissimo +0,2% (portandosi a 101,0) grazie allo svuotamento dei magazzini e a vendite correnti migliori del previsto. Ma la prudenza è d'obbligo: le attese dei negozianti per i prossimi mesi sono già in calo.
PP
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