23 gennaio 2026

Ciclone Harry, la Sicilia produttiva in ginocchio
Le cooperative chiedono lo stato di calamità


Agricoltura, pesca, zootecnia e ortofrutta colpite duramente dal passaggio del ciclone. Le centrali del movimento cooperativo scrivono all’assessore Sammartino



Ciclone Harry, la Sicilia produttiva in ginocchio <br> Le cooperative chiedono lo stato di calamità

La Sicilia delle campagne, dei porti e delle imprese è in difficoltà. Il ciclone Harry ha colpito duramente il cuore produttivo dell’Isola, lasciando dietro di sé colture distrutte, strutture danneggiate e attività ferme.

Confcooperative Sicilia, Legacoop Sicilia, Unci Sicilia, Unicoop Sicilia, le principali centrali del movimento cooperativo siciliano, hanno inviato una richiesta formale e urgente all’Assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo rurale e alla Pesca mediterranea, Luca Sammartino, denunciando i danni devastanti provocati dal maltempo estremo che ha colpito vaste aree dell’Isola.

Il quadro tracciato dalle organizzazioni cooperative è allarmante e riguarda l’intero comparto primario: agricoltura, agroalimentare, pesca e zootecnia risultano pesantemente compromessi, con ricadute economiche e sociali che rischiano di protrarsi nel tempo.

Agrumicoltura: perdite oltre il 30%

Il settore più colpito è quello agrumicolo, uno dei pilastri storici e produttivi dell’economia siciliana. Le prime stime parlano di perdite non inferiori al 30% della produzione. Frutti caduti prematuramente, colture distrutte, impianti danneggiati: per molte cooperative significa aver perso un intero anno di lavoro, con costi di gestione che rischiano di diventare insostenibili.

Pesca paralizzata, danni strutturali alle marinerie

Non meno drammatica la situazione del settore ittico. Le marinerie siciliane contano danni ingenti a barche, reti e infrastrutture. In alcuni casi le imbarcazioni sono andate perse, in altri l’attività è semplicemente impossibile. E non si tratta solo dell’immediato: i detriti trascinati in mare dai nubifragi continueranno a ostacolare la pesca anche nei prossimi mesi, prolungando l’emergenza.

Zootecnia e ortofrutta: strutture compromesse

Il comparto zootecnico registra danni soprattutto di natura strutturale, con il crollo di numerosi capannoni. Gravi perdite anche nel settore ortofrutticolo, in particolare nella Sicilia orientale e sul versante ionico, dove serre e strutture produttive sono state seriamente danneggiate.

Le centrali cooperative  esprimono solidarietà alle imprese colpite e confermano la piena disponibilità ad accompagnare i soci nella fase emergenziale e nella ripartenza. Ma sottolineano con forza che la solidarietà non basta. “Servono risposte immediate e politiche all’altezza della gravità della situazione - scrivono Confcooperative Sicilia, Legacoop Sicilia, Unci Sicilia e Unicoop Sicilia - Per questo chiediamo con decisione la dichiarazione immediata dello stato di calamità naturale e l’attivazione di misure straordinarie di sostegno a favore delle imprese agricole e della pesca: ristori economici rapidi, sospensione degli oneri contributivi e fiscali, accesso agevolato al credito e interventi strutturali per la messa in sicurezza dei territori”.

PP


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