2 settembre 2026

Angurie daMarocco, Brasile e Senegal. Ma quelle siciliane dove sono?


Nei primi sei mesi dell’anno l’Ue ha importato oltre 351 mila tonnellate di angurie da Paesi extraeuropei. Il Marocco è il primo fornitore, ma crescono anche Brasile e Senegal. E nella grande distribuzione siciliana non sempre il consumatore trova facilmente l’indicazione dell’origine



Angurie daMarocco, Brasile e Senegal. Ma quelle siciliane dove sono?

Foto di Floh Keitgen su Unsplash

Giulio Ambrosetti

Esistono ancora le angurie siciliane? Domanda provocatoria ma interessante per i comuni cittadini della nostra Isola. Alla fine, se ci ragioniamo, dobbiamo trovare un centro commerciale che indica con precisione la provenienza. E, se proprio la dobbiamo dire tutta, fa un certo effetto, in Sicilia, leggere: “Angurie provenienza Marocco”, “Angurie provenienza Brasile” e “Angurie provenienza Senegal”. E le angurie coltivate nelle sciare di Mazara del Vallo e Marsala? Da quelle parti si trovano, cinghiali permettendo, perché se non vengono protette, con costi aggiuntivi per gli agricoltori, non si trovano nemmeno i semi! 

Chi scrive, quando nei primi anni ’80 del secolo passato ha cominciato a fare il mestiere di cronista (giornalista lo si diventava dopo un po’ di anni di gavetta), riceveva un insegnamento: “Vai per le strade e racconti quello che vedi”. E così abbiamo fatto per le angurie a Palermo. Abbiamo appurato qualche indicazione di provenienza (poche), nessuna indicazione (la maggior parte delle volte) e, nel caso degli ambulanti, la parola di chi vende: “Anguria siciliana è, può stare tranquillo!”.  Salvo arrivare a casa, mettere l’anguria in frigorifero, tagliarla a cena e scaraventarla nell’immondizia quattro volte su cinque. E la quinta volta? Appena mangiabile, ma niente di che. 

Dopo il giro per le strade, come ai vecchi tempi, siamo andati a vedere i dati. Fonte: ITALIA FRUIT NEWS, giornale online dell’ortofrutta. “Tra gennaio e giugno, come si legge su ValenciaFruit.com - leggiamo su ITALIA FRUIT NEWS - l'Unione europea ha importato 351.672 tonnellate di angurie da Paesi extra-Ue, il 15% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Un incremento tutt'altro che marginale, che porta il prodotto di origine extracomunitaria a occupare uno spazio sempre più rilevante nell'offerta disponibile sul mercato comunitario. I dati sono quelli dell'Eurostat, elaborati dal Ministero spagnolo dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione (MAPA). Il dato che più colpisce è quello relativo al Marocco, primo fornitore della Ue. Nei primi sei mesi dell'anno, dal Paese nordafricano sono arrivate 148.950 tonnellate, con un aumento del 14% su base annua. Significa che il Marocco da solo rappresenta oltre il 42% degli ingressi comunitari di angurie da Paesi terzi. Marocco in testa, ma crescono anche Brasile e Senegal”. 

In effetti la coincidenza c’è: i Paesi dai quali arrivano le angurie sono questi. “Nel mese di giugno – leggiamo sempre nell’articolo - in particolare, è stato il Brasile a mettere a segno l'incremento più consistente delle esportazioni di angurie verso l'Unione europea: +39,4% rispetto a giugno 2025 e +109,7% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Anche il Senegal ha aumentato le proprie spedizioni, con una crescita del 24,9% rispetto all'anno precedente… Sono numeri che raccontano un mercato europeo sempre più alimentato da più origini e, soprattutto, da finestre commerciali che tendono a sovrapporsi. È proprio la sovrapposizione dei calendari a rappresentare uno degli elementi più delicati per la produzione comunitaria: quando il prodotto importato arriva sul mercato nello stesso momento delle produzioni europee, l'offerta complessiva aumenta e la pressione commerciale può diventare più forte”. E i prezzi diminuiscono, aggiungiamo noi. Ma non i prezzi al consumo, cioè i prezzi nei centri commerciali: quelli sono sempre gli stessi. Diminuiscono i prezzi che vengono pagati ai produttori siciliani di angurie. Morale: perdono gli agricoltori siciliani, mentre ai consumatori siciliani chissà quali angurie rifilano. “Lo so, non me lo dica, pare zucchina”, ci ha detto un commerciante al quale abbiamo fatto presente che l’anguria che ci aveva appioppato era immangiabile. “Ma se lei ci mette lo zucchero e la mette in frigorifero per un paio di ore diventa buona”. Perfetto.


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