Museo dei relitti greci, Gela inaugura la casa del suo passato marittimo
Recuperata nel 1998 a ottocento metri dalla costa, l’imbarcazione da carico diventa il cuore di un museo dedicato alla storia millenaria del Mediterraneo. Cinque milioni di euro di investimenti regionali e un restauro eseguito in Gran Bretagna per salvare i legni del naufragio
Per duemilacinquecento anni è rimasta sul fondo del mare, al largo della costa di contrada Bulala. Oggi quella nave da carico greca ha finalmente un approdo stabile: il nuovo Museo dei relitti greci inaugurato a Bosco Littorio, a Gela.
Il relitto, scoperto nel 1998 a circa ottocento metri dalla riva, rappresenta una delle testimonianze più significative della navigazione commerciale nel Mediterraneo antico. Attorno a esso è nata una struttura museale di quattromila metri quadrati che integra esposizione, magazzini archeologici, sale multimediali e spazi per la didattica e le conferenze.
Il restauro dei legni è stato eseguito a Portsmouth, nei laboratori dei Mary Rose Archaeological Services, centro specializzato nel trattamento del legno recuperato dall’acqua, all’interno della base della Marina britannica. Un passaggio tecnico delicato che ha permesso di preservare un patrimonio unico.
L’intervento è stato finanziato con oltre cinque milioni di euro dall’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, attraverso il Por Sicilia 2000–2006, cui si sono aggiunti 480 mila euro stanziati dall’Assemblea regionale siciliana per riparare i danni causati da furti e vandalismi durante gli anni di allestimento.
Per la soprintendente Daniela Vullo, che ha coordinato i lavori e diretto il restauro, la nuova struttura rappresenta il risultato di un intenso impegno tecnico interno all’amministrazione e restituisce identità a una comunità che affonda le proprie radici in una cultura millenaria legata al mare. Il museo sarà aperto ogni giorno, escluso il lunedì, con ingresso gratuito per la prima settimana.
PP
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