11 febbraio 2026

"Il Sigillo di Giada", Marco Forneris firma un thriller tra Cina imperiale e tensioni globali


Un furto impossibile dal mausoleo di Qin Shi Huangdi, alla vigilia delle Olimpiadi di Pechino 2008, diventa il detonatore di una caccia internazionale tra spionaggio, potere e identità culturale



Marco Forneris torna in libreria con “Il Sigillo di Giada” (Florestano Edizioni, collana Echi di storie), un thriller geopolitico che intreccia mistero storico e attualità.

Primavera 2008. Mentre la Cina si prepara ai Giochi Olimpici, dal leggendario mausoleo del Primo Imperatore, Qin Shi Huangdi, viene trafugato il Sigillo Imperiale, simbolo del potere millenario. Un colpo che rischia di incrinare l’immagine del Paese davanti al mondo.

Il vicepresidente Xu Jingguo affida in gran segreto le indagini a David Faure, esperto nel recupero di opere trafugate. Accanto a lui, la moglie Jacqueline Chamoun e Wu Maylin, colonnello dei servizi segreti cinesi. Tra sospetti e doppi giochi, la ricerca del Sigillo si trasforma in una corsa contro il tempo che tocca Hong Kong, Taiwan, Delhi, Londra e il deserto del Nevada, per tornare infine a Pechino.

Il giallo storico diventa un modo per raccontare la Cina nelle sue dinamiche più profonde: gerarchie, credenze e meccanismi che influenzano la vita sociale e politica. Forneris accompagna il lettore in una realtà complessa, dove ogni relazione conta e il guanxi, la rete di rapporti personali, gioca un ruolo decisivo.

«Ho immaginato un furto impossibile in un contesto geopolitico esplosivo» spiega Forneris, che intreccia il fascino della Cina imperiale con le tensioni del presente, offrendo un racconto ad alta tensione e uno sguardo meno stereotipato su una realtà complessa.

 


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